Christian Castelli
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Frodare AdSense non conviene, tutto quello che c'è da sapere sui click falsi

Frodare AdSense non conviene, tutto quello che c'èda sapere sui click falsi

Molti piccole imprese e siti che non dispongono di budget checonsentano loro di effettuare campagne pubblicitarie a largospettro, vedono in Google Adsense un salvavita. Tutto quelloche devono fare è sottoscrivere un account e googlemanderà loro dei banner testuali, video ed immaginirilevanti a seconda dei contenuti delle pagine in cui vieneinserito il codice Adsense. I vantaggi potenziali sono enormipoiché tali banner sono un mezzo non intrusivo pergenerare traffico ed entrate.

Ad ogni modo bisogna scontrarsi con le ripercussioni dieventuali frodi ai danni di Adsense. Secondo Adsense-tips.org, la maggior parte delle frodiviene commessa dai publisher Adsense, poiché latentazione di far soldi facilmente è troppo grande daesser ignorata.

Nel tentativo di spiegare tale fenomeno, Sofizar.com hastilato quattro categorie di truffatori:

  1. Il truffatore regressivo: questo truffatore di basso livello manca d'ambizione e di cervello peravere successo contanto solo sui propri sforzi. Con l'aiuto di software clickbot e di pochi domini registrati, il truffatore cerca di costruire il suo impero di paglia, intessendo collegamenti fra i siti per aumentare la propria popolarità e il proprio PageRank e comincia a cliccare sui banner. Il numero di click è tale che porterà inevitabilmente alla chiusura dell'account prima che il truffatore riesca a vederne i profitti.
  2. Il truffatore "Wanna-Be": leggermente più sofisticato del precedente, questo truffatore assume correttamente che i guadagni per mezzo di Adsense sono proporzionali ai profitti. Prendono di mira le keyword che vengono potenzialmente pagate di più e crea pagine con contenuti rilevanti rispetto alle keywords. In seguito cominciano a cliccare sui banner, spesso facendosi aiutare da persone a loro vicine. Solitamente non passa 1 mese e mezzo dal far incuriosire: analizzando i CTR si accorge che i click vengono generati da pochi indirizzi.
  3. Il truffatore "Quasi arrivato": questi truffatori adottano una strategia similare alla categoria precedente, però si servono di amici provenienti da diverse parti del mondo. Sfortunatamente non appena eccedono i limiti Google se ne accorge, eliminando i loro account.
  4. Il truffatore "Maestro": questo truffatore conosce tutto riguardo alle keywords, CTR, periodi di ispezione e quali paesi hanno i tassi maggiori di PPC. Usa svariate tecniche per far cliccare la gente sui propri link, chiede loro di verificare se funzionano, offrono screensaver o qualsiasi altra sciocchezza possa indurre una persona a cliccare sui banner.

Il mercato corrente di Adsense è valutato per oltre 5miliardi di dollari ed è quindi irragionevoleaspettarsi che Google sia l'unica forza responsabile perla ricerca dei truffatori e per il rafforzamento delle misurepunitive. Tutti gli inserzionisti e i pubblicitari che fannouso di Adsense devono combattere attivamente questo fenomeno.I software di tracciamento sono un'ottima arma controtali truffatori, ma i siti hanno bisogno di farlo sapereall'esterno che usano tali software: questo servirebbenon solo come avvertimento per i tentativi di frode mafornirebbe anche misure di copertura legale contro causeintentate per violazioni di privacy.

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