Marcello Tansini
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E' questo il momento di investire su se stessi

Sto scrivendo, mentre le Borse mondiali stannotoccando i livelli del 1996.

Sto scrivendo, dopo aver finito di leggere suun newsgroup dedicato al lavoro nell'informatica, unintervento di una persona che si chiede se davvero mancano,come dicono le ricerche, professionisti con competenzenell'ICT, perchè lui, nella realtà di tuttii giorni, vede poche aziende che stanno assumendo nel nostrosettore

E se assumono vogliono avere figure che sappiano fare tutto(e  niente) in ritenuta d' acconto.

Sto scrivendo, dopo aver sentito, vari amici,giovani in gamba, con Internet nel sangue, che lavoranoonline dal 1996-1997 che mi confidano di star pensandoseriamente di trovarsi una nuova occupazione "piùsicura" in una solida azienda della cosiddettaold-economy.

Sto scrivendo, in poche parole, in un momentobuio dell'esistenza "professionale" di moltepersone, dove la voglia di fare, lo slancio, l'entusiasmodel 2000 sono solo dei labili ricordi.

Ma, proprio in questo momento, mi sento di dire cheoccorre investire.

Investire cosa? Investire in che cosa? Investire,perchè mai?

Adesso più che mai, conviene investire, su sestessi, sulla proprie capacità ecompetenze.

E' oggi, il momento giusto, per una persona/azienda cheha una idea da portare su Internet di farlo.

Perchè?

Perchè, l'euforia è scomparsa, la rete e isuoi utenti sono maturati, si sono sviluppati i metodi dipagamento e con essi la propensione all'acquisto degliutenti (sarà ancoro basso il numero degli acquistionline, ma vi ricordate in quanti nel 1999-2000 si fidavano afare spese online???)

Non occorre investire cifre folli, la pubblicitàonline la si può acquistare a prezzi nonsovradimensionati, si possono utilizzare forme di pay perclick, pay per selling, prima "sconosciute" o permeglio dire falsamente ignorate dai grandi portali

Quegli stessi grandi portali, con cui, oggi, si puòparlare più facilmente, si possono ricercarepartnership, anche senza essere una  grandeSocietà per Azioni.


Certo, occorre avere imparato dagli errori fatti dai primipionieri: l'integrazione tra online ed offline deveessere forte, occorre analizzare bene il mercato competitivosul quale investire, cercare nicchie di prodotto/servizi,ricordarsi che non tutto è vendibile su Internet.

Non basta "copiare" l'america, occorre calarsinel nostro contesto.

E come è accaduto negli Stati Uniti all'inizio, ecome sta avvenendo negli ultimi mesi anche qui inItalia,  occorre avere strutture agili e snelle, che nonci si vergogni di lavorare da casa o dalla cantina sottocasa,che si stia attenti al minimo centesimo di euro speso...altroche investire in loft o uffici alla moda i guadagniprovenienti dal primo ordine andato bene.

Occorre lavorare sodo, anche 10-12 ore al giorno, nonassumere una "pseudo-segretaria" per rispondere altelefono o controllare i conti bancari.

E quando l'attività inizierà ad andarebene, occorrerà trovare collaboratori che ci credanoal progetto e remunerarli in modo graduale, senzaesagerazioni, ma in modo giusto e rispettoso, così chesi sentano realmente soci dell'attività.

Volete degli esempi, di attività online, cosìfatte che stanno portando i loro primi frutti?

Alcuni nomi:  manuali.net, adieta.it, manuali.it,tariffe.it, pippo.it, gullivertown.com, i-dome.com...

E senza dimenticare noi di webmasterpoint.org :)

E tra i siti "più grandi" davvero bengestiti, che non si sono fatti affascinare dai soldi facili espesso momentanei, ci sono, tra gli altri, tuttogratis.it epunto-informatico.it, due gioiellini da cui apprendere sututti i livelli.

E sicuramente, me ne sto dimenticando tanti altri...

La strada è lunga e piena di difficoltà ancheper questi siti, ma, ritengo sia quella giusta, cheporterà lentamente i suoi frutti, senza trasformarsiin carrozzoni senza idee, pronti solo a operazionifinanziarie che mirano nell'interesse di pochi a fregarei dipendenti, i clienti, i risparmiatori...

Volete dei nomi?

Troppo facile farli,senza beccare una querela ;)
 

 

 



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