Internet, respirazione artificiale...

Titoli rivalutati per mercati sottoquotati, chiusure di Sitie-commerce e sviluppo costante dell'e-shopping, insommala contraddizione è all'ordine del giorno in Rete,ma si tratta di un fenomeno che testimonia la crescita delsettore.

Range stretto, anzi strettissimo

Da oltre un mese il Nasdaq non riesce a sfondare la sogliadei 2.000 punti, fluttuando in un range strettissimo diappena un centinaio di punti nonostante i consensi oramaipressoché unanimi emessi dagli analisti sui titoliInternet più rappresentativi del listino americano:eBay, Amazon e Yahoo!
Non basta, perché all'orizzonte si affaccianonuovi pretendenti (Frank Husic della californiana HCMconsiglia Bindview, Pumatech, Nii Holdings) che potrebberorivelarsi davvero buoni affari; soprattutto considerando cheil mercato nel 2004 può crescere di oltre venti puntipercentuali, mentre su alcuni titoli (Micorsoft e Cisco) imargini - operativi e finanziari - sono ormai ridottissimi,una situazione che non deve destare allarme, parlando inpratica di monopolisti.
Cosa èsuccesso al mercato più noto del mondo della Rete?Semplice, da inizio anno i gestori lo presentano come unsegmento in cui l'investimento deve essere orientato sullungo periodo, in pratica è finito il tempo delleoperazioni speculative. E così, dopo minimi (listinoinferiore ai 1.300 punti) di febbraio e marzo, il Nasdaq hainiziato la sua costante ripresa che lo ha portato a saliresu questa recente altalena.
Nel momento in cui le prese di profitto dei piccolirisparmiatori saranno sostituite dagli investimenti deitraders istituzionali il mercato supererà la barrierapsicologica e si porterà con decisione verso i 3.000punti, probabilmente nella seconda metà del 2004 dopoun primo test nel corso del primo trimestredell'anno.
E per il momento, in tema di Nasdaq non si parla piùdi "bolla".

Un sistema che si autoalimenta

Ma non si tratta semplicemente di investimento di lungoperiodo, piuttosto credo sia diventata evidente lamaturità del comparto. Abbiamo citato eBay, Amazon eYahoo!, ancora una volta, perché le tre societàsono da sempre al centro degli analisti e dei ricercatori.Prendiamo - ad esempio - in esame una delle ultime indaginiJupiter Research (ma lo stesso discorso vale per le analisiprevisionali presentate da Forrester Research): considerandoesclusivamente le previsioni per il prossimo Natale, ilmercato degli acquisti in Rete arriverà vicino ai 21milioni di euro, il 42 per cento spesi in Europa.
Punti di forza della scelta online: risparmio di tempo,indipendenza dagli orari, grande assortimento, senzadimenticare la convenienza. Questo malgrado le commissionicontinuino ad essere esose, ai livelli di quando in Rete nonacquistava nessuno, e la logistica rimanga ancorata ai suoilimiti, ad eccezione della velocità di consegna.
Il canale di vendita complementare è diventato quindiuna pesante realtà, d'altra parte Anee, laCommissione di Assinform sui servizi e sui contenutimultimediali, lo aveva già reso noto a novembre: soloin Italia il giro d'affari per il B2C nel 2003 avrebbesuperato i 1.200 milioni di euro (e per il 2004 si parla -concretamente - di raddoppiare tale cifra).
Si spende di più, si acquista di più,preferendo ancora viaggi, trasporti, assicurazioni einformatica, ma la crescita maggiore riguarda il compartoalimentare e quello legato ai finanziamenti famigliari,trainati dai mutui; pensare che solo l'anno scorso inItaliasi erano registrate oltre 2.000 chiusure di sitie-Commerce.
E per il momento, in tema di e-Commerce non si parlapiù di "bolla".

Un problema di fonematica?

In Italia, intanto, i 43 titoli superstiti del Nuovo Mercatohanno dato ragione a Massimo Capuano, ad di Borsa Italiana esostenitore del rinvio della revisione del segmento:a iniziodicembre, dimostrando la raggiunta"maturità" , i titoli hanno portato ilvalore del listino ai massimi da inizio anno, ovvero suivalori del giugno del 2002. Tuttavia Capuano deve stareattento, perché in Italia le previsioni di Husictrovano alcuni "ostacoli".
Ad esempio è difficile parlare seriamente diinvestimento orientato sul lungo periodo, quando si hanno sulmercato personaggi come l'ottimo Francesco Micheli,capace di convogliare su e.Biscom 1,6 miliardi di euro per unpiano d'impresa spalmato su nove anni: però dopotre anni Micheli (che ha intascato 120 milioni di euro diplusvalenze) ha spostato la sua attenzione sullebiotecnologie, lasciando il titolo legato alla Rete"orfano" e soprattutto povero, valendo e.Biscomoggi circa un quarto rispetto ai tempi dello scaltrofinanziare.
Ad esempio è difficile parlare seriamente di sistemache si autoalimenta quando si hanno sul mercatosocietà quotate nate in sostanza per un solo cliente,nel caso specifico la torinese Euphon, specializzata ineventi multimediali e post-produzioni televisive, andata inaffanno in concomitanza con la crisi che ha investito ilGruppo Fiat: in pochi mesi il titolo ha perso l'ottantaper cento del proprio valore. Certamente, a seguito dellanotizia si è iniziato a parlare di sinergie conI-Spring (gruppo Montepaschi), anche Alenia (gruppoFinmeccanica) ha mostrato interesse, però rimane ilfatto che più che operazioni di sviluppo si tratti diun tentativo di respirazione artificiale.
E per il momento, in Italia, corriamo il rischio diconfondere balle e bolla...

Marco Tracinà



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