Wimax in Italia: prime offerte, ma la tecnlogia sembra in difficoltà tra Adsl e Hdspa e produttori che non investono ancora

l WiMax in Italia è tecnologia gia vecchia. Lo scopoè quello di una tecnologia low cost (15-20 euro almese di canone), che cerca di prendere clienti dovepuò, in zone di digital divide e non; ma comunquemirando a una fascia bassa di utenza residenziale eaziendale, attenta al risparmio.

Oltre questi livelli di prezzo non si può andare e,tenuto conto degli alti costi pagati per le licenze WiMax,adesso comincia la vera sfida: raggiungere il pareggio, inpiena crisi economica mondiale, e recuperarel’investimento appena possibile.

Una sfida che sa ancora di regata contro vento e contro iltempo. «Il WiMax è arrivato tardi in Italia equindi potrà essere sostitutivo della linea fissatradizionale solo nelle aree di digital divide», dicead Apogeonline Luca Berardi, analista di Idc esperto intelecomunicazioni. Ci sono stati ritardi sul previsto,peraltro: Aria (il solo operatore ad avere licenze percoprire tutto il territorio nazionale) aveva annunciato illancio già per luglio, poi slittato a ottobre. E ora,febbraio. Forse si è sottovalutato il tempo necessarioa coprire il territorio, ottenere i permessi necessari daicomuni per le antenne.

«Nel frattempo la copertura Adsl continua ad aumentaree siamo alle porte della banda larga mobile di quartagenerazione», dice Berardi. Quest’anno solo il 2%della popolazione non sarà coperto dall’Adsl ela banda larga su rete mobile promette i 20 Megabit alsecondo. Velocità molto teorica, ma che comunque glioperatori mobili sapranno ben pubblicizzare, con una forza dimarketing impensabile dai provider WiMax.

In ogni caso, all’utenza residenziale il WiMax nonriesce a offrire i 20 Megabit, per i limiti dello spettrolicenziato. Secondo Stefano Quintarelli, il Wimax sarebbedovuto arrivare anni fa (come nel Nord Europa) per essere unconcorrente di spicco nello scenario banda larga.

La carta del low cost può non bastare. È veroche le offerte permettono di risparmiare molto, se sirinuncia alla linea fissa di Telecom Italia. «Mal’utente comune preferisce affidarsi all’Adsl, sedisponibile: è qualcosa che conosce meglio»,aggiunge Berardi. Non da ultimo, in zone di digital dividec’è la concorrenza dell’Hiperlan. Certo,è una tecnologia meno garantita del WiMax e, adifferenza del WiMax, obbliga a installare un’antenna.Ma parte con un vantaggio di tre anni, durante i quali hafatto una buona copertura (migliaia di comuni) delle aree indigital divide.

«Mi sembra quindi una buona scelta quella diLinkem», dice Berardi, «di distinguersi offrendo,con lo stesso canone, accesso WiMax da casa e nomadico WiFi.Sfrutta il fatto di avere presenze strategiche negliaeroporti». Cosa su cui Aria non può contare.Per Aria, che intende fare l’investimento piùcospicuo su questa tecnologia (250 milioni di euro),«sarà dura rientrare nella spesa».

Forse si dimostrerà vincente la strategia, piùprudente, di Retelit: copre le zone dove può contaresulla propria rete fibra ottica (e dove quindi ha costiinferiore) e lavora all’ingrosso, con partner locali,ben integrati nel territorio. L’investimento previstoè di 35-40 milioni fino al 2012 (oltre ai 23,3 milionispesi in licenze) e conta di fare profitti dal 2010.

Certo, la vita degli operatori sarebbe più facile seci fosse già in giro un buon numero di portatilidotati di moduli WiMax. Permetterebbero agli utenti dinavigare in modo nomadico anche fuori casa, ovunque ci sia larete del proprio operatore. Ma la dice lunga che questicomputer tardino ad arrivare.

Acer l’aveva promesso con il primo netbook, ma hacambiato idea e dice che integrerà il WiMax soloquando ci sarà una copertura sufficiente. Nokia haabbandonato il proprio primo e unico terminale con WiMax. Acrederci è invece ancora Motorola, che ha promessofuturi cellulari WiMax. Ma Motorola naviga in cattive acque esempre meno scommette sulla propria divisione telefonini.

Per concludere quindi, il WiMax molto probabilmente nonsarà una vera rivoluzione, ma dobbiamo sperare chealmeno resti una valida alternativa all'Adsltradizionale!



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