Scopriamo il linguaggio di programmazione Ajax e i suoi vantaggi
E' stato Jesse James Garrett (quello diElements of the User Experience) a dare il"la" ad una delle più evidentidiscontinuità nella continua evoluzione della Rete. Jjha dato un nome ed un manifesto a quello cheoggi conosciamo come AJAX, e da allora il web non èpiù lo stesso.
Ma cos' Ajax? (che JJ pronuncia"ea-giaax")
Jj dice:"Ajax NON è una tecnologia, mal'unione di più tecnologie che sono fiorite intempi recenti e che stanno cominciando a lavorare insieme inpotenti nuovi modi" (vedi AjaxMatters)
Ajax prevede l'uso estensivo di Javascript come collantedi una serie di tecnologie diverse:
1- il normale layer di presentazionexHtml/Css
2- il Document Object Model, ovvero lamodalità W3C compliant per consente ad uno script(quindi lato client) di modificare dinamicamente gli elementiche compongono la pagina;
3- XMLHttpRequest che consente alla paginaweb di interrogare al volo un DB (o altro) che sta sul serveserver;
4 - XML / XSLT come formato dei dati cheviaggiano tra client e server;
Questo "Ajax Engine" elimina la dinamicaclick'n go dell'html convenzionale e lasostituisce con una "intermediazione" continua trautente e server.
Ad esempio,
Una pagina che contiene un form può"accorgersi" client-side di ciò chel'utente sta compilando e "accendere ospegnere" specifici campi del form/interfaccia perfacilitare e dinamicizzare la compilazione dello stesso.
La sensazione a pelle è la stessa che si haquando si utilizza una applicazione residente,mentre in realtà si sta adoperando una"pagina-ajax" che è capace di comunicare(via xml/javascript) con il server, e recuperarne i dati(comportamenti) necessari.
Ajax ha spianato la strada a quello che oggichiamiamo "Web 2.0", e questa ondata diservizi ed applicazioni web avanzate, sta trainandol'intera ripresa dell'economia delle esperienze.
Con Ajax si sta stringendo il gap che c'era traun banale sito WEB ed una applicazione residente. Ma quellache rappresenta una novità inaspettata è che lariduzione del gap stia avvenendo in modo totalmente diversoda quanto ampiamente previsto dai fautori delle "RichInternet Application".
I siti Ajax non hanno quasi nulla a che fare con i web-filmo web-cdrom dalla grafica e animazioni seducenti (legatesoprattutto alle qualità di Flash) che abbiamo vistonegli ultimi due anni e che -spesso- hanno mostrato ampilimiti sul fronte applicativo e dei servizi.
Ajax apre quindi una fase nuova nel design deisiti e per descrivere questo nuovo approccio vogliousare le parole di un grande personaggio.
Tim O'Reilly, nel suo lungo editorialeche ha spianato la strada al Web2.0 hadetto:"AJAX is also a key component of Web2.0 . Il capo e fondadore della O'Reillydice:"noi stiamo entrando in un periodo che non haprecedenti nella storia delle innovazioni legate allainterfaccia utente, e che permetterà agli sviluppatoriweb di essere -finalmente- in grado di produrre applicazioniweb ricche quanto le applicazioni residenti inlocale". - Ecco una intervista di Tim O'Reillysulla BBC
Tutto chiaro dunque? si passa tutti a sviluppareusando ambienti che consentono di sviluppare applicazioniAjax?
Beh, non è ancora venuto il momento!
Dirk Knemeyer -ad esempio- sostiene una tesi diversa:Desktop applications must replace Webapplications.
Secondo Dirk, la Apple deve parte del suo successo al fattodi aver fatto un sacco di cose giuste al momento giusto. Nonultima la soluzione scelta per il suo store musicale iTunes:una applicazione desktop che emula l'esperienzautente di un website, fornendo ai propri utenti il meglio deidue mondi!
Io condivido l'analisi che Dirk fa di iTunes, tuttogiusto!
Aggiungo anche che un computer scollegato dalla Retepoco più che un inutile pezzo di ferro.
In tal senso -in termini di esperienza fruita da un utente-la separazione tra applicazioni residenti e website èsuperflua!
e adesso?
beh, per le idee confuse e deve mettere in piedi unaapplicazione "dinamica" entro domani, ci sono iconsigli di Jonathan Boutelle in italiano suFlashability ed in inglese nel suo estesissimo sitopersonale, da cui vi segnalo:"Why will Ajax Win?".
Compreso che l'html non è più "staticoe stupido" come una volta, dal canto mio io avrei dadire le seguenti cose:
1) Con il grande Rick Cambiassi, usando Ruby on Rails (quindiAjax a tutto spiano) abbiamo costruito una Intranet aziendalein poche settimane!
2) Le RIA "classiche" avranno un nuovo momento dislancio grazie al successo di FLEX!
Al prezzo di tempi di caricamento tipici da RIA (quindielevati e negativi o -almeno- così sono tutte le volteche il designer NON è in grado di sfruttare le potentifunzioni di streaming di flash) i siti "flash"avranno una maggiore capacità di avvicinarsi allecaratteristiche di dinamicità tipiche delleapplicazioni.
Qui però va aggiunta una nota: Flash ha fatto tantastrada sulle ali dei volenterosi designer che hanno imparatoactionscript e non per il contributo di grandi programmatoricon il pallino della grafica. Flex a me pare più unambiente da "programmatori" che da designers, equesto rischia di creare una discontinuità importantenella alimentazione del fenomeno flash.
infine, un pò di sana polemica:
3) E' difficile -per chi -come me ha vissuto fortementela cosidetta new economy- vedere come oggi non si possapiù neanche citare la FUNESTA BOLLA DI INTERNET, matutti oggi si accalchino a parlare di Web2.0!
...che dire: speriamo che questi termini restino in uso tragli addetti ai lavori (che sanno dargli un significatoconvenzionale sensato) e non finiscano in mano anche a quellaminoranza di manager ignoranti, markettari furbastri eanalisti finanziari dalle gestioni "allegre" chehanno già fatto la loro parte nel primo disastroeconomico dell'era della Rete.
4) A non far nulla -magari con la scusa "ricordati dellanew-economy" sono bravi tutti. Solo che mentre in Italiala maggior parte dei decisori sono congelati dalla PAURA DIFARE (o quanto meno di perdere la poltrona), i nostricomputer viaggiano su Skype, Flickr, Technorati, Del.icio.us,Newsvine, GoogleEarth... per non parlare della gara arincorrere Google sia sul fronte dei motori (vedi i variiBoogie, Hakia e gli altri) che sulla strategia generale. Perinformazioni rivolgetevi ad una azienda chiamataYahoo!
Vorrà dire qualcosa, no?
Quindi... Chiamate pure come volete questo nuovo momento dicrescita economica legato alla Rete, ma -per carità-non stiamo soltanto a guardare!
