La ricercatrice Fancello spiega perché i dipendenti pubblici vanno formati subito sull'intelligenza artificiale

Scopri perché formare subito i dipendenti pubblici sull'AI è cruciale: norme, rischi, casi di successo, sicurezza e nuove competenze nella PA.

La ricercatrice Fancello spiega perché i
Lorenzo Pascucci 
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L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando la pubblica amministrazione: tra sfide normative, sicurezza, nuove competenze e casi di successo, la formazione dei dipendenti è oggi prioritaria per una PA moderna e responsabile.

Nelle amministrazioni pubbliche italiane, l’adozione dell’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana, ma una realtà consolidata. Antonella Fancello, docente e ricercatrice di rilievo internazionale, tra le "Unstoppable Women", evidenzia come la presenza dell’AI sia ormai diffusa ma largamente sottovalutata nelle sue implicazioni organizzative e sociali. Le soluzioni basate su algoritmi sono impiegate per migliorare i servizi, automatizzare processi e ottimizzare la relazione con i cittadini. Tuttavia, la mancanza di un’alfabetizzazione diffusa rischia di rallentare i benefici attesi e generare criticità, soprattutto sotto il profilo della consapevolezza nell’uso di strumenti AI e della loro gestione responsabile. L’urgenza di una formazione strutturata non riguarda solo i tecnici, ma ogni profilo lavorativo della PA, poiché l’AI impatta decisioni, processi e relazioni quotidiane. L’obiettivo è fornire competenze trasversali e consapevolezza critica per uno sviluppo davvero responsabile, etico e opportuno delle soluzioni intelligenti nell’amministrazione pubblica.

Il contesto normativo e strategico dell'Intelligenza Artificiale nella PA italiana

L’Italia si è posta all’avanguardia nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico, soprattutto con la Legge n. 132 del 2025. Questa normativa introduce un quadro organico per un uso dell’AI centrato sulla persona e improntato a trasparenza, sicurezza, accessibilità e tutela dei diritti. La legge rispecchia non solo le esigenze di innovazione, ma anche quelle di responsabilità, identificando nuovi principi e ruoli specifici per la governance. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sono individuate come autorità chiave, con funzioni di promozione, controllo e vigilanza.

Il panorama regolamentare si è evoluto in parallelo con la Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale, adottata nel 2024 e aggiornata periodicamente, che fissa priorità di medio-lungo termine puntando su innovazione, efficienza e sicurezza. Queste politiche sono sostenute da programmi di investimento dedicati, inclusa la costituzione di fondi pubblici-privati per sostenere tecnologie all’avanguardia, la ricerca e le start-up innovative. Il sistema giuridico italiano tiene conto degli orientamenti europei, in particolare dell’AI Act, regolamento di riferimento per garantire sicurezza, trasparenza e affidabilità dei sistemi AI nei contesti pubblici. Tutte queste azioni convergono verso la creazione di un ecosistema pubblico dell’intelligenza artificiale che possa favorire lo sviluppo di soluzioni interoperabili, personalizzate e scalabili, nel rispetto dei diritti e della fiducia dei cittadini.

AI Act, GDPR e legislazione nazionale: le nuove sfide e opportunità per le amministrazioni pubbliche

L’incrocio tra regolamenti europei come l’AI Act, il GDPR e la normativa italiana introduce nuove sfide e possibilità per chi lavora nella PA. L’AI Act classifica i sistemi AI secondo diversi livelli di rischio, imponendo requisiti stringenti di trasparenza, responsabilità e tracciabilità per categorie di applicazioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini.

  • Trasparenza: l’utente deve essere sempre informato quando interagisce con un sistema AI, specialmente se questo genera testi, immagini, audio o video.
  • Protezione dei dati: il GDPR impone che ogni trattamento sia lecito, corretto e trasparente, richiedendo specifiche misure per la protezione dei dati personali elaborati da sistemi AI.
  • Responsabilità umana: la legge nazionale ribadisce che la supervisione sugli strumenti automatizzati resta nelle mani delle persone: l’AI non può sostituirsi al decisore pubblico.

Tra le opportunità più rilevanti spicca l’aumento dell’efficienza amministrativa, unito alla garanzia di diritti e tutele per cittadini e imprese. L’introduzione di processi di audit e controllo periodico consente alle amministrazioni di identificare tempestivamente eventuali rischi, errori o discriminazioni, rafforzando la sostenibilità e la fiducia. Occorre, tuttavia, dotarsi di strumenti per l’analisi del rischio e la gestione della qualità dei dati, delineando così un quadro di regole affidabile e dinamico che favorisca sia l’innovazione sia la sicurezza giuridica.

Applicazioni concrete dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione

L’intelligenza artificiale si traduce in numerose applicazioni operative già presenti nei processi amministrativi italiani. I principali ambiti includono:

  • Assistenti virtuali e chatbot: disponibili su portali istituzionali, sono utilizzati per fornire risposte rapide a richieste frequenti, supportare le pratiche online e agevolare la fruizione di servizi anche fuori dagli orari degli sportelli.
  • Analisi automatica dei documenti: sistemi avanzati di NLP e machine learning consentono la classificazione, ricerca e valorizzazione intelligente di atti e pratiche amministrative.
  • Dashboard analitiche: le piattaforme AI generano cruscotti per monitorare flussi di domande, aree critiche o esigenze emergenti della cittadinanza, facilitando la pianificazione strategica e la gestione delle risorse.
  • Supporto alle decisioni: strumenti di analisi predittiva sono impiegati per la simulazione di scenari, la valutazione delle performance organizzative e l’individuazione di trend sul territorio.
  • Automazione dei flussi procedurali: agenti intelligenti collaborano con i diversi uffici per velocizzare iter complessi e ridurre i tempi di gestione delle pratiche.

A livello locale, questi strumenti stanno aiutando anche i piccoli comuni a migliorare il rapporto con i cittadini, rendendo le informazioni più accessibili e migliorando la trasparenza delle procedure amministrative. L’obiettivo globale non è solo ridurre i tempi, ma anche garantirne la qualità, la personalizzazione e la sicurezza in ogni fase del servizio pubblico.

Ruolo e responsabilità umana: perché la formazione dei dipendenti pubblici è indispensabile

Nell’impiego delle nuove tecnologie la persona resta sempre al centro della scelta e del controllo. Le normative italiane, in particolare la legge 132/2025, stabiliscono che nessuna decisione che incida sui diritti dei cittadini possa essere demandata esclusivamente a una macchina. L’IA è strumento di supporto, mai sostituto del giudizio umano.

Il compito di spiegare, motivare e assumere piena responsabilità delle conclusioni adottate resta in capo ai funzionari. Ne deriva l’assoluta necessità di percorsi di formazione specifici che permettano di acquisire:

  • Consapevolezza sulle potenzialità e i limiti dei sistemi AI
  • Capacità di rilevare ed esaminare anomalie e rischi nella pratica quotidiana
  • Competenze per la documentazione e la trasparenza delle decisioni supportate da AI

Soltanto una preparazione aggiornata, trasversale e continua può garantire che il ricorso all’AI sia effettivamente sinonimo di qualità, affidabilità e sicurezza amministrativa.

Dall’alfabetizzazione digitale all’AI Literacy: il bisogno di competenze trasversali

L’alfabetizzazione digitale è da tempo basilare nella PA, ma l’AI Literacy rappresenta un nuovo salto di qualità. Intesa come capacità di interpretare, utilizzare e governare consapevolmente soluzioni intelligenti, questa competenza è stata riconosciuta, a partire dal 2025, come essenziale dai programmi formativi istituzionali. La direttiva del Ministero per la Pubblica Amministrazione ha inserito l’AI tra le skill digitali di base, rendendone obbligatorio l’aggiornamento continuo.

Il percorso verso un utilizzo maturo dell’intelligenza artificiale richiede:

  • l’introduzione sistematica di moduli di formazione personalizzabili, costruiti a partire dalla rilevazione dei gap di conoscenza
  • l’integrazione di buone pratiche, videolezioni, laboratori ed esempi concreti in base ai livelli di padronanza individuale
  • l’orientamento alla comprensione delle implicazioni etiche, sociali e giuridiche della tecnologia

Ai diversi livelli di competenza corrisponde una progressione: si parte dalle nozioni base sull’intelligenza artificiale per arrivare, nei livelli più avanzati, a saper valutare e monitorare progetti, riconoscere rischi e opportunità e contribuire alla definizione di strategie d’innovazione negli enti di appartenenza.

Casi di successo: progetti reali di IA in INAIL, INPS e ISTAT

La realtà della pubblica amministrazione in Italia è già ricca di progetti di successo che valorizzano l’intelligenza artificiale per specifiche esigenze operative:

  • INAIL: ha adottato un modello di "Open Innovation" per l’integrazione dell’AI, unito a un framework di governance evoluto. I progetti spaziano dalla gestione del rischio all’analisi dei dati assicurativi, assicurando conformità a standard legali ed etici.
  • INPS: la sperimentazione ha riguardato la classificazione automatica delle PEC, la gestione intelligente del customer service, l’implementazione di assistenti virtuali e il supporto nelle aree legale e contenzioso. Il risultato è un notevole potenziamento dei servizi all’utenza, più efficienti e tempestivi.
  • ISTAT: utilizza l’AI per modellare dati e recuperare informazioni attraverso ontologie logiche, migliorando sia la qualità dei dati che l’efficienza dei processi statistici. Recentemente, ha esplorato le opportunità offerte da algoritmi di AI generativa per produrre ontologie da descrizioni in linguaggio naturale e per promuovere l’interoperabilità dei dati amministrativi.

Questi casi dimostrano la concretezza dei benefici apportati dall’innovazione digitale, ma anche l’esigenza costante di aggiornamento delle competenze e di investimenti nella formazione interna per rendere l’innovazione sostenibile a lungo termine.

Le linee guida AgID: sicurezza, trasparenza e supervisione umana nei sistemi AI pubblici

Riconosciuto il ruolo strategico dell’AgID, l’agenzia ha pubblicato le linee guida ufficiali per favorire un’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Il testo stabilisce i principi di sicurezza, protezione dei dati, trasparenza e controllo umano come criteri imprescindibili:

  • I cittadini devono essere sempre informati quando interagiscono con soluzioni AI e poter comprendere l’origine delle risposte ricevute.
  • La supervisione umana resta garanzia di equilibrio e correzione di errori, evitando automatismi incontrollati.
  • I dati trattati devono essere protetti secondo standard elevati, separando chiaramente dati pubblici e dati personali.
  • Tutti i processi vanno documentati con sistemi che consentano la tracciabilità e la ricostruzione delle decisioni algoritmiche.

L’implementazione delle linee guida permette di procedere da sperimentazioni isolate a progettualità più strutturate, rafforzando il patrimonio informativo e le competenze digitali interne degli enti pubblici.

I principali rischi dell’adozione dell’AI e l’approccio risk-based

L’introduzione dell’AI negli enti pubblici comporta rischi diversificati, che vanno dalla possibile discriminazione algoritmica all’errata attribuzione delle responsabilità, dalla perdita di qualità nei dati alle minacce ai diritti fondamentali della persona. La gestione attenta di questi rischi è disciplinata dall’AI Act europeo e dalle bozze delle Linee guida AgID, con un’impostazione orientata al risk-based:

  • Le amministrazioni devono predisporre strumenti di valutazione e analisi del rischio già nella fase di progettazione o acquisizione di sistemi AI.
  • I livelli di controllo variano in base al contesto d’uso, alla tipologia dei dati trattati e all’impatto su cittadini e imprese.
  • Una strategia efficace prevede anche la valutazione continua degli strumenti nel loro ciclo di vita, assicurando la possibilità di intervento tempestivo su anomalie, errori o bias riscontrati.

Questa metodologia si inserisce nella cultura della prevenzione e consente ai dipendenti pubblici di essere parte attiva nella gestione consapevole dei sistemi intelligenti.

La formazione strutturata: percorsi, livelli e strumenti disponibili per il personale pubblico

L’offerta formativa destinata agli operatori della pubblica amministrazione si è adattata al nuovo scenario digitale con percorsi multilivello e strumenti innovativi. Il programma "Adottare l’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione" distingue tre livelli di padronanza - base, intermedio e avanzato - e utilizza modalità integrate:

  • Assessment iniziale per rilevare i gap di conoscenza e personalizzare i contenuti
  • Videolezioni, laboratori pratici e casi d’uso per un apprendimento contestualizzato
  • Test di verifica periodici che consentono il passaggio ai livelli più elevati
  • Certificazioni digitali (Open Badge Syllabus) a completamento dei percorsi

Gli strumenti disponibili combinano formazione sincrona, asincrona e materiali multimediali, per facilitare il coinvolgimento e la crescita trasversale dei lavoratori pubblici, sostenendo la strategia di innovazione dell’intero sistema amministrativo.

Competenze interne vs esternalizzazione: criticità e prospettive nella gestione dell’AI

Una delle principali problematiche emerse dagli studi AgID è la forte dipendenza da fornitori esterni per la realizzazione di sistemi AI. Molte amministrazioni faticano ad aggiornare le competenze interne, delegando lo sviluppo, l’implementazione e la manutenzione a soggetti terzi. Questa pratica comporta rischi specifici:

  • Perdita di controllo su dati e algoritmi
  • Difficoltà nella verifica e nel miglioramento continuo dei sistemi adottati
  • Vincoli contrattuali poco flessibili in presenza di evoluzioni normative o organizzative

Tuttavia, rafforzare le squadre interne è la via più sostenibile per garantire autonomia, adattabilità e un maggior radicamento della cultura digitale. Le prospettive per il prossimo futuro sono orientate a un modello misto, in cui l’expertise degli enti pubblici sia integrata con servizi specialistici, ma il governo della tecnologia resti saldamente in mano alle amministrazioni.

Governance e nuovi ruoli: AI Officer e figure strategiche nelle amministrazioni

Per assicurare un’adozione efficace delle tecnologie intelligenti, il nuovo quadro normativo italiano prevede l’introduzione di ruoli strategici dedicati alla governance dell’AI. Tra questi si distingue la figura dell’AI Officer, incaricata della supervisione tecnica, etica e organizzativa nelle fasi di progettazione, implementazione e monitoraggio dei sistemi.

  • L’AI Officer si occupa di garantire la conformità alle disposizioni nazionali ed europee, favorire la trasparenza e l’interazione con le altre strutture organizzative.
  • Altre figure strategiche sono coinvolte nella gestione avanzata dei dati, nell’audit digitale, nel monitoraggio di impatti e nella promozione della cultura dell’innovazione sul territorio.

Questa evoluzione dei ruoli consente agli enti di assumere pieno controllo e di dotarsi di strumenti di coordinamento interni per una crescita armoniosa e sostenibile della digitalizzazione pubblica.

Sovranità digitale e sicurezza: controllo dei dati e delle infrastrutture nella PA

Il tema della sovranità digitale è indissolubilmente connesso all’adozione dell’intelligenza artificiale. Le linee guida e la legge 132/2025 pongono l’accento sulla necessità di mantenere il controllo effettivo su dati, processi, infrastrutture e modelli.

Nel contesto pubblico, questo significa:

  • Preferire soluzioni che prevedano la localizzazione dei dati su territorio nazionale, con misure di sicurezza e procedure di disaster recovery rafforzate.
  • Adottare architetture che assicurino la separazione tra dati sensibili e pubblici, riducendo il rischio di fughe o intrusioni.
  • Utilizzare piattaforme AI configurabili e verificabili da parte degli enti stessi, limitando la dipendenza da fornitori esterni e rispettando la normativa sulla concorrenza.

Queste misure tutelano la sicurezza nazionale e rafforzano la fiducia degli utenti, costituendo un tassello essenziale nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana.

Il percorso tracciato mostra come l’intelligenza artificiale sia diventata uno dei cardini dell’innovazione nei servizi pubblici, purché accompagnata da visione strategica, regole chiare e investimenti nelle competenze. La sfida non riguarda solo la tecnologia, ma soprattutto la capacità delle amministrazioni di promuovere cultura, formazione e responsabilità diffusa. Gli esempi concreti dimostrano che un approccio sistemico, attento a sicurezza, trasparenza e supervisione umana, è la garanzia più efficace per una pubblica amministrazione affidabile, moderna e al servizio dell’interesse collettivo.