Intelligenza artificiale in azienda: Orbital Cultura riduce il carico del 40%
Scopri come Orbital Cultura usa l’intelligenza artificiale in azienda per ridurre il carico del 40% con un approccio process-first e trasformarlo in vantaggio strategico.
Orbital Cultura ha ridotto del 40% il carico di lavoro grazie all’intelligenza artificiale, partendo dai processi anziché dalla tecnologia. Un approccio che altre imprese stanno facendo proprio e che trasforma l’efficienza in vantaggio strategico.
Il presidente Leonardo Bassilichi annuncia che i colleghi dell’assistenza clienti hanno ridotto il loro impegno lavorativo del 40 per cento dopo l’introduzione di chatbot e risposte automatizzate. L’azienda fiorentina, specializzata in tecnologie per musei e istituzioni culturali, ha raggiunto questo risultato non acquistando uno strumento qualsiasi, ma mappando prima le attività ripetitive in ogni reparto e sviluppando poi soluzioni su misura. Il beneficio si misura in ore restituite alle persone, non in licenze installate, e rappresenta un caso concreto per altre imprese che valutano l’adozione dell’IA.
Il metodo process-first alla base del successo
Oltre trent’anni di esperienza nello sviluppo di sistemi per la biglietteria e la valorizzazione del patrimonio hanno insegnato a Orbital Cultura che la tecnologia funziona solo quando risolve un bisogno reale. Due anni fa l’azienda ha iniziato a sperimentare l’intelligenza artificiale per la ricerca e l’analisi delle informazioni, ma la svolta è arrivata quando i team hanno identificato dove perdono tempo. Ogni reparto ha catalogato le attività meccaniche e poco produttive, creando una base dati che ha guidato lo sviluppo della piattaforma estesa a tutte le aree aziendali. L’IA è stata integrata:
- nel customer care come primo livello di assistenza e supporto agli operatori,
- nelle attività interne di controllo e gestione delle informazioni,
- nel monitoraggio mensile delle piattaforme di vendita museali
- e negli strumenti contabili e amministrativi.
Il risultato è un sistema che genera benefici concreti: informazioni più strutturate, processi scalabili e meno lavoro manuale.
Altre imprese seguono lo stesso percorso, imparando dagli errori iniziali
Aziende che hanno adottato l’approccio process-first riportano riduzioni simili del carico operativo. Alcune esperienze mostrano che l’adozione funziona quando è:
- costruita insieme ai reparti,
- misurata nei risultati
- e diventa cultura condivisa.
Gli errori più comuni includono comprare la tecnologia prima di avere chiaro il problema da risolvere e cercare di inserire l’IA in processi esistenti invece di riprogettare il lavoro intorno alle persone. Per le piccole e medie imprese fiorentine, che non possono permettersi esperimenti prolungati, la lezione è chiara: l’intelligenza artificiale deve restituire tempo fin dal primo giorno di utilizzo.
Da un carico ridotto a un vantaggio strategico
La riduzione del carico operativo ha liberato tempo da dedicare alla relazione con musei, clienti e partner, dove il contributo umano resta centrale. Per ottenere un risultato simile, individuate le attività che assorbono tempo senza generare valore e coinvolgete chi le svolge nella scelta degli strumenti. Verificate poi i risultati in base al tempo effettivamente risparmiato e alle attività che le persone possono svolgere in più.
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