Studio: l'acqua sulla Luna in miliardi di tonnellate è insufficiente
Uno studio rivela perché miliardi di tonnellate d’acqua lunare potrebbero non bastare: fabbisogno per vivere, riciclo e difficoltà di estrarre il ghiaccio.
Miliardi di tonnellate d’acqua lunare potrebbero non bastare a sostenere una presenza umana stabile. Il fabbisogno, il riciclo e le difficoltà di estrarre il ghiaccio mostrano quanto sia complessa la sfida.
Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Space Technologies rivela che nonostante un miliardo di tonnellate d'acqua siano intrappolate sulla superficie lunare, questa quantità non sarebbe sufficiente per sostenere una città permanente di un milione di abitanti. La ricerca, guidata da Martin Elvis dell'Harvard and Smithsonian Center for Astrophysics e Jonathan McDowell del SPARC presso l'Università di Durham, dimostra che anche con sistemi di riciclo avanzati come quelli della Stazione Spaziale Internazionale, le risorse idriche lunari durerebbero appena cento anni per una popolazione così ampia, mettendo in discussione i piani per grandi insediamenti umani sul satellite.
Quanto acqua serve davvero per vivere sulla Luna
I calcoli degli scienziati mostrano che ogni abitante di una città lunare consumerebbe circa 500 tonnellate d'acqua all'anno. Di queste:
- 125 tonnellate servirebbero per bere e lavarsi,
- meno di due per rigenerare l'ossigeno respirato,
- mentre la parte più consistente, circa 375 tonnellate, sarebbe destinata alla produzione alimentare.
Il potenziale del riciclo e i limiti delle risorse
Se però si implementassero sistemi di recupero idrico simili a quelli della ISS, che dal 2023 riciclano il 98% dell'acqua trattando anche le urine, il miliardo di tonnellate potrebbe sostenere un milione di abitanti per un secolo. Una comunità più piccola di 100 mila persone potrebbe contare su risorse sufficienti per circa mille anni, mentre un insediamento di 10 mila abitanti avrebbe acqua disponibile per diecimila anni. Secondo McDowell, questi tempi darebbero all'umanità il respiro necessario per sviluppare nuove soluzioni di approvvigionamento, rendendo però fattibile solo insediamenti di ricerca piuttosto che città su larga scala.
Dalla scoperta del ghiaccio alle sfide di estrazione
L’acqua lunare esiste principalmente sotto forma di ghiaccio nei crateri permanentemente in ombra ai poli, dove le temperature estremamente basse ne permettono la conservazione per millenni. Tuttavia, le osservazioni orbitali non hanno ancora permesso di mappare con precisione la distribuzione e la concentrazione del ghiaccio, né di determinare quanto sia effettivamente estraibile.
Il ghiaccio è mescolato con regolite e potenziali sostanze tossiche, quindi servono processi complessi per estrarlo e purificarlo. La quantità realmente utilizzabile dipenderà anche dalla capacità di sviluppare tecniche di estrazione efficaci e sostenibili.
