Il satellite Iride fotografa Venezia e monitora il patrimonio italiano

Il satellite Iride fotografa Venezia con microsatelliti Heo ad alta risoluzione: scopri come i dati spaziali aiutano a monitorare e proteggere il patrimonio italiano.

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Lorenzo Pascucci 
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Il satellite Iride punta i suoi sensori su Venezia e svela dettagli inediti della laguna. Grazie ai microsatelliti Heo, l’Italia rafforza il monitoraggio del patrimonio e trasforma i dati dallo spazio in strumenti per decidere sul territorio.

Il programma satellitare italiano Iride ha catturato e diffuso nei giorni scorsi una spettacolare immagine di Venezia, scattata il 17 maggio 2026 e pubblicata attraverso i canali dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La foto, acquisita dalla sotto-costellazione Heo, mostra la laguna con diverse sfumature di blu che rivelano sedimenti in sospensione e aree di maggiore limpidezza, oltre alle scie bianche lasciate dalle imbarcazioni nei canali trafficati. Il governatore del Veneto Alberto Stefani ha condiviso l’immagine sui social, definendola «un mosaico di colori che racconta la bellezza e l’unicità del nostro territorio: un patrimonio da conoscere, amare e proteggere».

Immagini satellitari rivelano i segreti della laguna

L’analisi cromatica della foto evidenzia come le zone di colore blu brillante corrispondano a sedimenti in sospensione, mentre le aree più scure indicano acque più limpide. Le scie bianche tracciate dalle imbarcazioni sono particolarmente visibili a sud, vicino all’isola di Murano, e a nord, verso Vignole. La spiaggia del Lido appare in tonalità chiara, circondata da acque di un blu intenso. Nella parte superiore destra dell’immagine, le vaste paludi salmastre note come barene di Sant’Erasmo mostrano colori marroni e verde scuro, costituendo un habitat fondamentale per gli uccelli migratori. Strutture storiche come il Lazzaretto Nuovo si distinguono per il loro rosso acceso, mentre il ponte della Libertà e il parcheggio del Tronchetto sono chiaramente identificabili.

Tecnologia Heo: microsatelliti ad alta risoluzione made in Italy

La sotto-costellazione Heo, sviluppata dall’azienda torinese Argotec, è composta da 15 microsatelliti dotati di strumenti ottici multispettrali. Questi dispositivi catturano immagini a diverse lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico, permettendo di distinguere caratteristiche ambientali altrimenti invisibili. Ogni satellite ha dimensioni simili a un forno a microonde ed è realizzato da OHB Italia, con un sistema automatico di tracciamento marittimo integrato. La capacità di acquisire dati a più bande spettrali consente di monitorare non solo la qualità dell’acqua, ma anche la copertura vegetale e l’uso del suolo lungo la costa.

Una rete satellitare in espansione per proteggere il patrimonio italiano

Attualmente Iride conta 31 satelliti attivi in orbita, con ulteriori unità che entreranno in servizio a partire dal 1° ottobre prossimo. Una volta completata, la sotto-costellazione Heo raggiungerà 25 microsatelliti, operando alongside ai 16 satelliti ottici della sotto-costellazione Eaglet II (destinati a diventare 24). Questa espansione aumenterà la frequenza di osservazione e la copertura territoriale, offrendo alle autorità italiane uno strumento sempre più potente per la sorveglianza del patrimonio culturale e naturale. Il programma è gestito dall’ESA con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), rappresentando un pilastro della capacità nazionale di osservazione della Terra.

Dai dati spaziali alle decisioni sul territorio

I dati raccolti dai satelliti Iride possono supportare il monitoraggio delle coste e delle attività marittime, l’analisi dell’uso del suolo e la gestione delle emergenze. Le amministrazioni possono usarli per individuare cambiamenti nella qualità dell’acqua, rilevare attività illegali come discariche abusive e pianificare interventi di tutela dei siti storici esposti all’erosione. In caso di calamità, le immagini satellitari aiutano a valutare i danni e a coordinare i soccorsi.