Formazione della Luna: uno studio rivela che nacque in sole 5 ore

Un nuovo studio suggerisce che la Luna si formò in sole cinque ore: scopri come le simulazioni dell’impatto spiegano la sua composizione e il puzzle isotopico.

Formazione della Luna: uno studio rivela
Lorenzo Pascucci 
Rimani aggiornato con WebMasterPoint
Fonte preferita Google X Instagram

La Luna potrebbe essersi formata in appena cinque ore, mettendo in discussione le teorie tradizionali. Nuove simulazioni dell’impatto che la generò offrono indizi sulle sue origini e sulla composizione, facendo luce sul puzzle isotopico.

Una nuova simulazione computerizzata dimostra che la Luna potrebbe essersi formata in sole cinque ore dopo l'impatto gigante tra la Terra primordiale e il protopianeta Theia, secondo uno studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters da ricercatori del Southwest Research Institute e dell'Università dell'Arizona.

La formazione lunare in cinque ore sfida le teorie tradizionali

I modelli tradizionali descrivevano la Luna come il risultato di un lento processo di aggregazione durato millenni, iniziato da un disco di detriti orbitanti attorno alla Terra. Lo studio, condotto da C. Adeene Denton, Erik Asphaug, Namya Baijal e Robert E. Melikyan, ribalta questa visione mostrando che, sotto determinate condizioni termiche e meccaniche, il satellite potrebbe essere nato come un corpo unico quasi immediatamente dopo la collisione. I ricercatori hanno introdotto nei modelli la resistenza dei materiali in funzione della temperatura, un parametro trascurato nelle simulazioni precedenti che trattavano Terra e Theia come masse fluide.

Condizioni dell'impatto e metodi di simulazione

La chiave sta nel considerare che protopianeti appena formati sono generalmente caldi e deformabili, ma possono anche essere relativamente freddi e meccanicamente resistenti. Se Terra e Theia fossero state più fredde e compatte, la loro resistenza avrebbe permesso l'espulsione di un frammento integro che, invece di disperdersi, si sarebbe ricompattato in orbita in circa cinque ore. Questo scenario produce una Luna solida e immediata, anziché un disco di detriti che si aggrega gradualmente nel tempo.

Le simulazioni mostrano due percorsi possibili: uno genera un disco protolunare di polveri incandescenti che forma la Luna lentamente, l'altro crea un blocco lunare intatto in poche ore. La differenza dipende dalla temperatura iniziale dei corpi celesti, un fattore che potrebbe anche aiutare a datare con maggiore precisione quando avvenne l'impatto gigante.

Implicazioni per la composizione lunare e il puzzle isotopico

Una formazione rapida come corpo compatto potrebbe aver permesso alla Luna di trattenere elementi chimici volatili, offrendo una possibile spiegazione per alcune caratteristiche delle rocce riportate dalle missioni Apollo. È un’ipotesi da verificare con nuove analisi dei campioni lunari.

Lo scenario non risolve però la somiglianza isotopica tra Terra e Luna: se il satellite derivasse soprattutto da Theia, ci si attenderebbero differenze più marcate. Una possibile spiegazione è che i due corpi si siano formati nella stessa regione del Sistema solare, a partire da materiali simili.