Computer a DNA: cosa Ŕ e come funziona il nuovo biocomputer

Nel mondo dell'innovazione tecnologica, ecco l'ultima frontiera: il bio-computer basato sul DNA.

Computer a DNA: cosa Ŕ e come funziona i
Lorenzo Pascucci 

Nel mondo dell'innovazione tecnologica, ecco l'ultima frontiera: il bio-computer basato sul DNA. Sviluppato da un team di ricercatori dell'Università Jiao Tong di Shanghai, questo dispositivo risulta essere un importante passo avanti nel campo della bioinformatica. Ma come funziona e quali sono le potenzialità di questo nuovo tipo di computer? Scopriamolo insieme.

La rivoluzione del bio-computer

Il bio-computer basato sul DNA rappresenta un tentativo di creare un vero e proprio sistema di elaborazione dati biologico. Questo non è il primo esperimento in tal senso, tuttavia, ciò che rende unico questo nuovo dispositivo è la sua capacità di elaborare algoritmi grazie ai 100 miliardi di circuiti che può formare.

Attualmente, il bio-computer è in grado di risolvere equazioni e altre operazioni matematiche. Gli autori dello studio, tuttavia, sostengono che potrebbe essere adattato anche ad altri scopi, come la diagnosi di malattie.

Da dove nasce l'idea

L'idea del calcolo basato sul DNA è un concetto in rapida evoluzione dal 1994. Simile ai computer quantistici, il bio-computer presenta notevoli potenzialità in termini di velocità, capacità ed energia consumata.

Il team di ricercatori guidato da Hui Lv, con l'obiettivo di costruire un dispositivo più versatile rispetto ai tentativi precedenti, ha concentrato i propri sforzi sui cosiddetti DNA-based programmable gate arrays, o DPGAs. Si tratta di brevi sequenze di DNA messe insieme per creare strutture più grandi, da integrare in varie combinazioni all'interno dei circuiti.

Il funzionamento del bio-computer

Nel processo di creazione del bio-computer, i segmenti di DNA vengono mescolati all'interno di provette riempite di liquido. Si utilizzano reazioni chimiche per unire i vari frammenti di DNA, fino a formare le combinazioni che costituiscono i circuiti del dispositivo.

Durante gli esperimenti, i ricercatori sono riusciti a creare circuiti in grado di risolvere equazioni quadratiche e radici quadrate. In futuro, tali sistemi potrebbero essere adattati per scopi come la diagnosi di malattie.

Il futuro del DNA computing

Nonostante i progressi degli ultimi anni, siamo ancora lontani dal realizzare appieno il potenziale del calcolo basato sul DNA. Tuttavia, l'abilità di integrare reti DPGA su larga scala senza evidenti attenuazioni del segnale rappresenta un passo chiave verso un calcolo basato sul DNA di uso generale.

Il mondo della tecnologia e della bioinformatica continua ad evolvere, aprendo nuove strade di ricerca e sviluppo. Non ci resta che attendere le future applicazioni pratiche di questa rivoluzionaria scoperta.