Open Fiber dorsale fibra Italia raggiunge 2mila km, punta a 3.200 entro il 2027
Open Fiber porta la dorsale in fibra a 2.000 km e punta a 3.200 entro il 2027: tratte, differenze con FTTH e ruolo del backbone nel futuro digitale.
Open Fiber ha posato 2mila chilometri di dorsale in fibra e punta a quota 3.200 entro il 2027. Tra nuove direttrici, differenze con la FTTH e sfide per l’accesso, il backbone accelera il futuro digitale.
Open Fiber ha completato oltre 2.000 chilometri di nuovi cavi in fibra ottica nell’ambito del progetto Backbone 2.0, lanciato nel 2025 per potenziare la rete di trasporto nazionale. Il traguardo è stato raggiunto a settembre 2026, con sei direttrici già operative tra le principali città italiane, mentre l’obiettivo complessivo punta a superare i 3.200 chilometri entro il primo semestre del 2027.
Sei tratte operative e due nuove direttrici in arrivo
La nuova infrastruttura collega già:
- Genova a Roma,
- Milano a Genova,
- Milano a Bologna,
- Bologna a Roma,
- Milano a Padova e
- Padova a Bologna.
Ogni percorso attraversa città intermedie strategiche: la Genova-Roma passa per La Spezia e Livorno, mentre la Milano-Bologna include Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Entro il 2027 si aggiungeranno la direttrice adriatica Bologna-Bari con passaggio ad Ancona e il collegamento Genova-Torino, completando così la rete dorsale prevista dal piano.
Dorsale nazionale vs fibra FTTH: due reti diverse
Backbone 2.0 rappresenta la spina dorsale della rete italiana, ovvero l’insieme dei collegamenti ad alta capacità che trasportano grandi volumi di dati tra città e nodi strategici. Questa infrastruttura è distinta dalla rete FTTH (Fiber To The Home) che raggiunge case e uffici. Mentre il backbone aumenta la capacità di trasporto e crea percorsi alternativi, la fibra fino all’abitazione deve ancora essere estesa secondo il Piano Italia a 1 Giga, che prevedeva copertura completa entro il 2026 ma registra ritardi significativi.
Perché il backbone è fondamentale per il futuro digitale
L’investimento risponde alla crescente domanda di capacità generata dallo sviluppo di:
- data center,
- aree industriali e
- nuovi cavi sottomarini che raggiungono le coste italiane.
La nuova architettura permetterà di utilizzare itinerari alternativi, offrire servizi con latenza garantita e gestire dinamicamente il traffico, requisiti essenziali per supportare l’espansione di:
- servizi cloud,
- dell’industria 4.0 e
- delle applicazioni in tempo reale.
Il divario tra infrastruttura e accesso degli utenti
Il backbone da 3.200 chilometri previsto entro il 2027 aumenterà la capacità e la resilienza della rete di trasporto, ma non porterà automaticamente la fibra nelle abitazioni. Per colmare il divario serviranno ulteriori interventi e investimenti degli operatori partner e delle istituzioni, così da estendere la copertura agli utenti ancora privi di connettività adeguata.
