Le figure professionali introvabili nel 2024. La ricerca delle imprese

Il panorama lavorativo del 2024 si configura come un terreno fertile per la caccia ai talenti, specialmente in quei settori caratterizzati da una marcata innovazione tecnologica e una sensibilitÓ sempre pi¨ spiccata verso le tematiche green.

Le figure professionali introvabili nel
Marcello Tansini 

Il panorama lavorativo del 2024 si configura come un terreno fertile per la caccia ai talenti, specialmente in quei settori caratterizzati da una marcata innovazione tecnologica e una sensibilità sempre più spiccata verso le tematiche green.

Un fattore non trascurabile in questa dinamica è rappresentato dalla denatalità, che si traduce in un numero inferiore di giovani pronti a entrare nel mercato del lavoro. Inoltre, il disallineamento tra il sistema educativo e il tessuto produttivo contribuisce a creare ulteriori ostacoli nel soddisfare la domanda di professionalità qualificate.

Dati allarmanti sulla missione di reclutamento

Gli allarmi lanciati dal Bollettino annuale 2023 del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere-Anpal, evidenziano che su oltre 5,5 milioni di contratti previsti per il 2023, ben 3,5 milioni riguardano posizioni che richiedono un titolo tecnico-professionale, mettendo in luce la difficoltà di reperire figure altamente specializzate.

Si stima che il 65,5% dei diplomati Its Academy sia difficile da trovare, percentuale che impenna al 74,3% tra i tecnici specializzati in meccanica e al 68,8% nel settore ICT.
I laureati nelle discipline scientifiche e tecnologiche sono altrettanto introvabili, con un tasso del 49%, mentre i qualificati/diplomati professionali raggiungono il 46,9%. Questi dati denotano una chiara necessità da parte delle imprese di colmare il vuoto lasciato da questa carenza di competenze.

Professioni in cima alla lista: un'analisi dettagliata

Sfogliando la lista delle professioni più difficili da reperire, emergono profili altamente specializzati. Gli ingegneri dell'informazione si attestano con un impressionante 80,7% di difficoltà sulle assunzioni programmate, seguiti da professioni nel settore sanitario come infermieri e ostetriche con l'80,3%, e i tecnici delle costruzioni civili con il 79,3%.

E non finisce qui: anche tra le figure professionali under 30 l'emergenza è tangibile. Idraulici, farmacisti, elettricisti nel settore delle costruzioni civili e tecnici programmatori si rivelano profili quasi irraggiungibili, tutti con percentuali superiori al 70%.

L'importanza dell'orientamento per colmare il gap

Andrea Prete, presidente di Unioncamere, sottolinea l'importanza di indirizzare adeguatamente le scelte formative dei giovani verso percorsi come gli Its Academy, capaci di garantire elevate percentuali di occupazione. L'orientamento gioca, perciò, un ruolo decisivo per allineare l'offerta di lavoro a quella formativa, rappresentando una soluzione immediata al problema della carenza di figure professionali qualificate.

Per le imprese, la sfida in corso non si limita alla semplice ricerca di personale, ma si traduce in un vero e proprio investimento sul futuro: la capacità di attrarre e formare talenti sarà determinante per la competizione in un mercato del lavoro in costante evoluzione.