Internet in Italia dal 1990 al 2011: 20 anni di storia (seconda parte)

Dalle email e dal trasferimento dei file ai browser e alle directory. Dai pionieri della Rete italiana alle promesse per azzerare il digital divide, anche attraverso le tecnologie mobili e wireless.

Internet in Italia, la seconda parte della storia del Web e della Rete
Marcello Tansini 

È negli anni ’90 che si assiste alla crescita esponenziale della Rete, ricorda Silvia Andreoli su . Tre le funzioni offerte da Internet: email, trasferimento di file, collegamento a distanza. Ma si avverte con forza la mancanza di uno o più strumenti in grado di scandagliare i contenuti e le risorse veicolate in Rete e di ordinarle secondo logiche temporali e tematiche.

A mettere ordine al caos ci prova Peter Deutsh dell’Università McGill di Montreal, con Archie, cui segue Gopher, soluzione sviluppata da un gruppo di informatici del Minnesota per organizzare un database ragionato. Progetti che finiscono nel dimenticatoio, soprattutto quando nel 1991, a Ginevra, Sir Tim Berners-Lee dà alla luce il programma “WordWideWeb: proposta per un progetto di ipertesto”. Il WWW viene prima sperimentato all’interno del CERN e solo in un secondo momento irrompe in Rete. Si parte con lo standard SGML, si arriva ad HTML. Nel 1994, sempre per opera di Berners-Lee, nasce il W3C, il World Wide Web Consortium.

«Il problema che ancora blocca l’esplosione commerciale di Internet è l’estrema difficoltà dei programmi di navigazione, che dovrebbero, al contrario, agevolare, in modo accattivante e intuitivo, lo spostamento da un documento all’altro», sottolinea Andreoli. Ma ecco che sulla scena si affaccia Mosaic, un browser sviluppato da NCSA (National Center for Supercomputing Application). Basta un click del mouse per esplorare la Rete. Nel 1994 arriva anche Netscape Navigator, a firma di Mark Andreessen, cui segue Internet Explorer di Microsoft. E su questa scia si inserisce il debutto dei motori di ricerca e dei portali generalisti, con Yahoo!, Lycos e Altavista. Oggi, quando si parla di search, si pensa subito e solo a Google. Un anno dopo, la gestione della Rete passa dalla NSF alle società telefoniche private e agli Internet Service Provider. Nel 1996 entrano in scena JAVA e VRML (Virtual Reality Modelling Language): 10 milioni sono gli host collegati, oltre il 50% negli Stati Uniti.

In Italia, nel 1990, Agorà, Mc-Link, Galactica e gli studenti “Minsers” dell’ateneo milanese offrono email e usenet, ricorda Wired. Un anno dopo arriva la dorsale europea Ebone. Tra i nodi, quello di Parigi, cui fanno riferimento le reti italiane di Cineca e InterBusiness di Telecom Italia. Nel 1993 vedono la luce Vol di Nichi Grauso e Tol (Telecom online), nel 1994 vengono lanciate I.net di Marco Negri e Stefano Quintarelli, e ITNet di Joy Marino. Chiude la SIP, nasce ufficialmente Telecom Italia. E nascono anche C6 Multichat di Atlantide.it, e C6 Messenger.

Nel 1995 – prosegue la ricostruzione per tappe fornita dal magazine diretto da Riccardo Luna – Olivetti lancia Italia online e il monopolio di Telecom Italia inizia a scricchiolare. Che, nel frattempo, avvia il progetto Socrate per portare la fibra nelle principali città italiane. Nel 1996 si fondono Tol e Vol, dando vita a Tin.it. C’è Arianna, il primo motore di ricerca italiano, e c’è Virgilio, la prima directory italiana. Primi segnali dello sviluppo del commercio elettronico, con Mall.it e Cybermercato.

1997. Il progetto Socrate di Telecom Italia viene mandato in soffitta. Yahoo!, Lycos ed Excite aprono sedi in Italia. Sul web sbarca L’Unione Sarda, il primo quotidiano online. Il 1997 è anche l’anno che segna la nascita di Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Primi vagiti anche per il Registro degli operatori di telecomunicazione. Nel 1998, il 10% di Tiscali finisce nelle mani del fondo Kiwi di Elserino Piol per 4 miliardi di lire. Il provider sardo, e Infostrada, Tin e altre aziende propongono nel 1999 connessioni Internet gratuite. La prima ADSL è firmata Galactica. Il 1999 è anche l’anno della prima web TV italiana, Freedomland ITN. E del primo servizio di banking, firmato Fineco. Il mondo, Italia compresa, si prepara ad affrontare il Millenium Bug.

Nel 2000 arriva la banda larga in fibra ottica di Fastweb. Galactica lancia a Milano Power Internet, la prima offerta commerciale su tecnologia ADSL. E l’asta per le licenze 3G per veicolare l’Internet in mobilità totalizza 12 miliardi di euro. Un anno dopo - prosegue Wired Italia - Tim, Wind e Blu propongono sul mercato connessioni mobili GPRS. eBay debutta in Italia, dove gli utenti connessi sono 9,3 milioni. Per parlare di Wi-Fi, in Italia, bisogna saltare al 2005, quando il cosiddetto decreto Landolfi liberalizza il Wi-Fi per contrastare il digital divide. Ma nello stesso anno, sulla scia degli attentati terroristici di Londra, arriva il cosiddetto decreto Pisanu e la tecnologia Wi-Fi diventa tutt’altro che libera. Sempre nel 2005, debutta sulla Rete italiana PayPal. Nel 2007, Telecom Italia torna a lanciare un piano per la fibra ottica, mentre un anno dopo si apre l’asta per le licenze WiMax. Sempre nel 2008 arriva la versione in lingua italiana di Facebook. Nel 2009, sulla base del rapporto di Francesco Caio, l’allora viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, oggi titolare dello Sviluppo Economico, annuncia il piano anti-digital divide. Google finisce sotto processo per il cosiddetto caso ViviDown. Wired Italia lancia la candidatura di Internet per il nobel per la Pace. Nel 2010 ancora il piano Romani è ancora fermo sulla carta. Mancano i finanziamenti. Telecom Italia rilancia il progetto NGN2, mentre gli operatori alternativi – Fastweb, Vodafone, Wind e Tiscali – annunciano Fibra per l’Italia. Il 1° gennaio 2011 il Wi-Fi torna libero.

Autore: Andrea Galassi

Internet in Italia dal 1990 al 2001 (Prima Parte)