Intelligenza artificiale in azienda: solo il 9% ha una sicurezza adeguata

Solo il 9% delle aziende protegge adeguatamente l’IA: scopri i rischi nascosti dell’IA non gestita e le misure pratiche per le PMI italiane.

Intelligenza artificiale in azienda: sol
Marcello Tansini 
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Solo il 9% delle aziende dispone di una sicurezza adeguata per l’intelligenza artificiale. Tra rischi e costi nascosti dell’IA non gestita, le PMI italiane hanno bisogno di misure pratiche per proteggere dati e attività.

Un sondaggio di WatchGuard Technologies condotto nell'aprile 2026 rivela che il 64% dei dipendenti delle piccole e medie imprese utilizza strumenti di intelligenza artificiale non autorizzati durante il lavoro quotidiano. La ricerca, basata su 684 rispondenti in otto paesi tra cui l'Italia, evidenzia come l"IA ombra" sia già una realtà operativa, mentre le aziende rimangono spesso all'oscuro degli strumenti effettivi in uso. Questa discrepanza crea un terreno fertile per esposizione di dati aziendali e dei clienti, potenziali data breach e furto di proprietà intellettuale, soprattutto quando i dipendenti inseriscono informazioni riservate in prompt di modelli generativi non controllati.

Il costo nascosto dell’IA non gestita

La mancanza di un inventario accurato del software è un problema diffuso: meno del 30% degli intervistati ritiene che la propria azienda disponga di un catalogo completo delle applicazioni in uso, e quasi il 40% presuppone che il datore di lavoro non sia a conoscenza di quali strumenti vengano effettivamente adottati. Questa opacità si traduce in vettori di attacco aggiuntivi, poiché gli strumenti non autorizzati possono essere configurati in modo insicuro o accedere a reti aziendali senza protezione. Il 70% dei dipendenti utilizza reti Wi-Fi pubbliche per lavoro e il 50% accede alle risorse aziendali senza una VPN, aumentando ulteriormente il rischio di intercettazioni e furto di credenziali. Anche l'uso di attrezzature personali per scopi aziendali, dichiarato dal 55% dei rispondenti, introduce ulteriori vulnerabilità legate al malware e al phishing.

Misure pratiche per le PMI italiane

Per ridurre i rischi senza investimenti ingenti, le PMI possono partire da queste misure:

  • Creare un registro degli strumenti di IA autorizzati e attivare l’autenticazione a più fattori sugli account aziendali.
  • Definire regole chiare per l’uso dell’IA e limitare l’accesso ai dati sensibili secondo il principio del minimo privilegio.
  • Formare regolarmente i dipendenti su prompt sicuri e riconoscimento dei tentativi di phishing.
  • Proteggere gli accessi remoti con VPN e verificare utenti e dispositivi prima di consentire l’accesso alle risorse aziendali.

Per orientare gli interventi, le PMI possono consultare i toolkit e le indicazioni dell’ACN, le linee guida del Garante Privacy sulla gestione dei dati personali e le guide ENISA sulla configurazione sicura degli strumenti di IA.

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