FS usa droni e intelligenza artificiale per l'ispezione dei treni

FS innova l'ispezione dei treni con droni, IA, gemelli digitali e sensori Wi-Fi, migliorando simulazioni e sicurezza per i macchinisti.

FS usa droni e intelligenza artificiale
Marcello Tansini 
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FS innova l’ispezione ferroviaria con droni, gemelli digitali e sensori Wi-Fi per monitorare treni e cantieri, mentre simulazioni avanzate rafforzano sicurezza e preparazione dei macchinisti.

FS Italiane ha portato a InnoTrans 2026, a Berlino, una filiera digitale che unisce 20 droni operativi nei cantieri, sensori wireless sui carri merci e simulatori immersivi per la formazione dei macchinisti. Il punto non è il singolo dispositivo. Conta il collegamento tra immagini, dati di bordo e intelligenza artificiale, impiegati per controllare infrastrutture, treni e attività di manutenzione.

Dai droni ai gemelli digitali dei cantieri

Tra i progetti più visibili c’è quello di FS Engineering, la società del Gruppo FS che si occupa di ingegneria e della gestione di opere complesse. Nei cantieri, i droni seguono l’avanzamento dei lavori e raccolgono immagini del terreno. Gli aggiornamenti possono arrivare in tempo reale.

Le informazioni raccolte alimentano i gemelli digitali dei cantieri: rappresentazioni virtuali che permettono di mettere a confronto il progetto e ciò che viene effettivamente costruito. È un modo per seguire l’opera con maggiore continuità, anche quando le attività sul posto sono ancora in corso.

RFI, gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, ha sviluppato anche il Drone terrestre trasportabile. Il nome indica un veicolo elettrico autonomo a quattro ruote, equipaggiato con sensori di visione frontali e laterali. Il mezzo entra in funzione dopo i lavori o gli interventi di manutenzione: prima della riapertura della linea controlla che la sede ferroviaria sia libera.

La verifica riguarda ostacoli e anomalie presenti lungo il profilo minimo degli ostacoli. Un controllo concreto, legato alla sicurezza della riapertura.

La medesima impostazione è alla base di TINO, in precedenza denominato URV. Si tratta di un veicolo ferroviario autonomo destinato all’ispezione delle linee Alta Velocità. A bordo convivono visione artificiale, automazione, sistemi ATO ed ETCS; il veicolo è in grado di riconoscere elementi della linea, ostacoli e presenze non autorizzate.

Nel 2026 il prototipo è stato testato sul Circuito Dinamico di Bologna San Donato. Il passaggio a un livello di maturità tecnologica TRL 6 aveva preceduto le prove.

Sensori Wi-Fi per controllare i treni merci

La raccolta dei dati non si ferma ai cantieri e alla linea. Arriva anche sui convogli. Con il progetto Smart Train, FS Logistix collega tramite rete wireless i sensori installati sui carri direttamente al macchinista.

Le informazioni riguardano il funzionamento dell’impianto frenante, la stabilità del carico e la composizione del treno. Il sistema può segnalare anche condizioni associate a un deragliamento. Per i treni merci il vantaggio operativo è evidente: nel 2026 possono raggiungere 750 metri di lunghezza e chi si trova in cabina non dispone di una visuale diretta sulla coda del convoglio.

Un allarme trasmesso in cabina può quindi indicare un problema prima che diventi visibile o produca conseguenze sull’esercizio.

TecnologiaDati o controlliStato nel 2026
Droni di FS EngineeringImmagini, terreno, avanzamento lavori20 droni in servizio
Drone terrestre RFIOstacoli e libertà del profilo ferroviarioSperimentazione e sviluppo
Smart TrainFreni, carico, composizione, deragliamentoTest operativo
TINOVisione della linea e anomalieProve sul circuito di Bologna

La sperimentazione dello Smart Train è cominciata sulla relazione Milano-Catania Bicocca. Nel 2025 FS Logistix aveva equipaggiato altri 180 carri. La flotta digitalizzata di Mercitalia Intermodal era così arrivata a circa 700 unità.

I risultati dichiarati indicano una preparazione più rapida dei convogli, una maggiore affidabilità e meno fermi dovuti a manutenzioni straordinarie. Mancano invece valori pubblici omogenei sul risparmio economico e sulla diminuzione degli interventi manuali. Il dato, per ora, resta quindi non quantificato su questi due aspetti.

Simulazioni e sicurezza per i macchinisti

Trenitalia sta lavorando con FS Technology e Leonardo a visori capaci di riprodurre la cabina di diversi treni e alcune tratte della rete. La prima simulazione riguarda la tratta Orte-Chiusi, sulla linea Roma-Firenze.

L’ambiente virtuale può riproporre malfunzionamenti, condizioni atmosferiche avverse, guasti al segnalamento e la discesa del macchinista per controllare la linea. Gli scenari diventano così esercitazioni ripetibili, senza esporre persone o convogli ai rischi delle prove reali.

Nel 2026 il sistema è pensato per circa 6.200 macchinisti. L’intelligenza artificiale supporta l’analisi delle anomalie e la manutenzione predittiva, mentre il simulatore offre un ambiente controllato per valutare decisioni e procedure.

Nei cantieri opera con un obiettivo diverso SIPAC: protegge il personale dal movimento di treni, manovre e mezzi d’opera sui binari interessati dai lavori e su quelli adiacenti. Le due soluzioni intervengono quindi su fasi diverse, ma condividono l’obiettivo di ridurre l’esposizione ai rischi attraverso scenari e controlli digitali.