Siti web streaming p2p più difficili da trovare. Eliminati partite di calcio e torrent Film pirata da Google

Dalla settimana prossima sarà più difficile trovare i siti pirata sui risultati delle ricerche di Google.

Google vieta i siti pirata nelle SERP.
 

Google è pronta ad aggiornare la propria SERP, la pagina dei risultati del proprio motore di ricerca. E secondo le ultime indiscrezioni l’aggiornamento comporterebbe la riduzione delle visualizzazioni, ogni qualvolta si effettua una ricerca, dei siti che offrono servizi di streaming pirata.

Il tutto partirebbe dalla settimana prossima, quando siti come Cineblog potrebbero essere fortemente penalizzati e inseriti in fondo alle classifiche del più grande motore di ricerca. In più, quando l’utente si troverà sulle pagine di siti pirati potrebbe vedersi comparire suggerimenti a siti legali quali Spotify o Netflix.



Una scelta apertamente dettata in direzione dei produttori e delle case discografiche dunque, con cui Google da anni si trova in contrasto sui temi del copyright. I discografici statunitensi che si riuniscono nella “Recording Industry Association of America” e i produttori cinematografici della “Motion Picture Association of America”, per ora però hanno fatto sapere che “il cambio di algoritmo non ha un impatto dimostrabile sui siti con grandi quantità di pirateria” e rimangono così sul piede di guerra.

Il gigante di Mountain View però ha risposto con il documento “How Google Fights Piracy”, in cui si menziona anche il fatto che Google, con il suo programma Conent ID, ha già distribuito ai detentori dei diritti su YouTube più di un miliardo di dollari dal 2007 fino ad oggi; un modo per dimostrare come l’azienda si impegni nella tutela dei produttori.

Ma la verità, come spesso capita in questi casi, sta nel mezzo e chi fa uso di contenuti illegali sul web lo sa bene, visto che i numeri sulle segnalazioni sui siti illegali ricevuti da Big G nel 2013 ha toccato la cifra di 224 mila, e non tutte sono stati rimossi.