Filtri Internet per bloccare siti streaming e P2P: provider contro. La proposta UE

Bloccare la diffusione di materiale protetto da diritto d’autore attraverso i filtri Internet? I provider non sono favorevoli: meglio la rimozione definitiva dei file. Indirizzata una richiesta al Parlamento europeo.

Il logo ufficiale di EuroISPA
 

Come bloccare la diffusione attraverso Internet di materiale protetto da diritto d’autore? Una delle soluzioni prese in considerazione riguarda l’utilizzo di filtri per fermare il proliferare di film e musica, software e libri digitali attraverso i siti streaming e peer to peer. Anzi, alcuni paesi come l’Australia, la Cina e la Thailandia hanno già adottato sistemi di filtraggio centrati sulle cosiddette blacklist, ma non sempre i risultati sono stati soddisfacenti.

Lo sa bene l’EuroISPA (European Internet Services Providers Association), l’associazione che riunisce 1.800 provider europei che, recentemente, si è dimostrata molto scettica. Perché? I filtri richiedono molta banda con la conseguenza di causare rallentamenti della Rete. Secondo, non sono totalmente efficaci: non tutti i file indesiderati vengono bloccati e, molto spesso, i più esperti riescono a superare l’ostacolo con molta facilità.

Meglio, sostiene l’associazione degli ISP, stroncare i file illegali alla radice, rimuovendoli definitivamente e costringendo il pirata informatico a ricominciare tutto da capo. Una specifica richiesta è stata indirizzata al Parlamento europeo facendo riferimento alla diffusione di materiale pedopornografico.

“Per rafforzare il più possibile la direttiva che combatte lo sfruttamento sessuale dei bambini" - spiega Malcom Hutty, numero uno di EuroISPA a proposito di contenuti riguardanti gli abusi sui minori - "l’enfasi dovrebbe essere posta su meccanismi in grado di garantire notifiche tempestive e la rimozione del materiale pedopornografico”.

Autore: Fabio Lepre