Film in streaming in italiano 2012 online: è l’anno giusto

Sarà possibile vedere film in streaming con servizi e prezzi adeguati anche in Italia? I segnali incoraggianti non mancano, a partire dalla diffusione di piattaforme attrezzate e dagli investimenti dei big del settore.

Il 2012 anno della diffusione dell’Internet TV?
 

La crisi di Blockbuster, data vicino al fallimento, è significativa della fase di ristrutturazione del mercato dell’homevideo. Non è solo una questione di pirateria online, ma di nuovi modelli di business per la fruizione dei contenuti multimediali. C’è chi si è mosso per tempo come Mediaset con il servizio Premium Play disponibile sulla TV, sulla console Xbox 360 e su PC o, seppur fra mille incertezze, la Rai con Replay per la visione in streaming degli ultimi 7 giorni di programmazione.

Il 2012 sarà l’anno dell'inizio della diffusione della Internet TV anche in Italia. I principali nomi del settore si sono mossi lungo questa direzione che, secondo le stime degli analisti, è destinata a fruttare miliardi di dollari. Google ad esempio è pronta a rilanciare la sua TV e ha già provveduto a ristrutturare YouTube con l’introduzione di canali tematici. Non solo film, spettacoli, documentari, news e cucina, ma anche partite di calcio. I primi esperimenti sono stati tentati con i match di Coppa Italia, ma il grande colpo potrebbero essere i campionati europei, in programma in Polonia e Ucraina dall’8 giugno all’1 luglio 2012. Analoghe manovre da parte di Apple, intenzionata a realizzare un vero e proprio centro multimediale per la visione di programmi on demand acquistabili tramite iTunes.

Il punto di riferimento si chiama Netflix. Il funzionamento è molto semplice: da una parte la società statunitense fornisce servizi di streaming video on demand veicolati attraverso il web, dall’altra consente il noleggio, via posta, di DVD di giochi e film. A far riflettere è una recente ricerca del sito di monitoraggio TorrentFreak: in determinati periodi negli Stati Uniti e nel Canada, la piattaforma con base a Los Gatos, in California, ha superato la rete peer to peer per numero di utenti e per fatturato. La motivazione? Gli utenti preferiscono la qualità e la legalità alla distribuzione indiscriminata di file.

Ma che la direzione intrapresa anche in Italia sia proprio questa, è dimostrato dall’arrivo di nuove piattaforme per l’ascolto in streaming di musica: Rara con il suo catalogo di 10 milioni di canzoni e Deezer con le sue differenti forme di abbonamento proposte agli utenti. E si resta in attesa anche di Spotify che ha già iniziato a raccogliere una sorta di manifestazione di interesse da parte degli ascoltatori italiani. D’altronde l’arrivo di servizi legali per l’ascolto di musica è parallelo all’inasprimento di pene per chi scarica e distribuisce materiale multimediale protetto dal diritto d’autore. Nel 2012 dovrebbe vedere la luce il regolamento proposto dall’Agcom e invocato a gran voce dalle etichette discografiche e dall’industria cinematografica.