Spesometro 2013: proroga scadenza. Software si aggiorna con modifiche per rispondere a circolare Agenzia Entrate

L'Agenzia delle Entrate continua la ripulitura e l'aggiornamento dello spesometro 2013. Nessuna multa per chi non rispetta le prime scadenze indicate.

Spesometro 2013: proroga scadenza
 

Come c'era da aspettarselo, lo spesometro 2013 sta cambiando forma aggiornandosi in seguito alle complicazioni tecniche e contabili che hanno portato all'esenzione dell'operazione da parte delle amministrazioni pubbliche e al rinvio al 31 gennaio 2014 per i contribuenti interessati. Come fa notare l'Agenzia delle Entrate, il modello definitivo ha recepito le osservazioni delle associazioni di categoria e degli operatori economici. Per le operazioni black list e gli acquisti da San Marino, effettuati fino al 31 dicembre 2013 è ora consentito utilizzare le precedenti modalità di comunicazione.

Occorre segnalare come l'agenzia di via Cristoforo Colombo dà la possibilità di modificare e integrare il modello spedito anche prima dell'ultimo giorno utile per l'invio. Ecco perché sono in tanti, soprattutto in considerazione della prima scadenza del 21 novembre 2013 per la comunicazione con cadenza trimestrale delle operazioni, a spedire modelli a saldo zero subito, e quelli corretti in seguito. Anche se non è stato ribadito ufficialmente, ma solo a livello telefonico a chi lo chiede, la proroga comporta che non ci saranno multe e sanzioni per chi non rispetta la prima scadenza utile. Quali sono le operazioni da comunicare? Le guide online per orientarsi sono tante.

L'obbligo riguarda in prima battuta le cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c'è obbligo di emissione della fattura, a prescindere dall'importo. Quindi le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non c'è l'obbligo di emissione della fattura, se l'importo unitario dell'operazione è pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell'IVA. Infine, le operazioni in contanti legate al turismo di importo pari o superiore a 1.000 euro, effettuate da chi esercita commercio al minuto e attività assimilate, o da agenzie di viaggi e turismo nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana.