Redditometro 2013: test online e simulazione aggiornato. Nuovi dati sotto controllo modificati dal Garante della Privacy

Online il test per verificare il proprio redditometro. Intanto il Garante indica le modifiche da apportare allo strumento prima della partenza.

redditometro agenzia delle entrate
 

Il Garante della privacy scende definitivamente in campo sulla questione dei dati che verranno trasmessi dai contribuenti attraverso il Redditometro, il nuovo strumento messo a punto dall’Agenzia delle Entrate. Il Garante ha infatti dato il via libera allo strumento, ma ha anche “prescritto all'Agenzia delle Entrate l'adozione di una serie di misure e accorgimenti per ridurre al minimo i rischi per la privacy delle persone e rendere lo strumento di accertamento più efficace nella lotta all'evasione fiscale".

Si va così dalle “Spese certe” fino al “Contraddittorio” passando per l’esattezza dei dati e per una corretta informativa ai contribuenti; il reddito in poche parole dovrà essere ricostruito utilizzando solo le spese certificate e non quelle presunte basate sulla media ISTAT. Nell’invito al contraddittorio invece, al contribuente dovrà essere comunicata la non obbligatorietà di fornire ulteriori dati richiesti dall’Agenzia, come ad esempio l’estratto conto, e le conseguenze che potrebbero derivare da una sua risposta parziale o incompleta. Particolare attenzione dovrà poi essere mostrata dall’Agenzia alla qualità e all’esattezza dei dati per prevenire o correggere eventuali evidenti anomalie riscontrate nella banca dati o i disallineamenti tra famiglia fiscale e anagrafica.

Il Sole 24 Ore intanto sta offrendo attraverso il proprio sito internet lo strumento di prova “Il Tuo Redditometro”, utile per verificare passo dopo passo “se il reddito dichiarato è in linea con le uscite che saranno considerate dall'Agenzia delle Entrate per il nuovo redditometro”. Una volta effettuato il test inserendo i propri dati lo strumento sarà in grado di decifrare se le uscite superano o meno del 20% i redditi, che è la soglia oltre la quale il Fisco può decidere se intervenire per ulteriori controlli.