Foto fake, false, ritoccate: un software del MIT sarà in grado di riconoscere immagini modificate

Un ricercatore del MIT ha sviluppato un software che analizzando le minime differenze di luce presenti nelle foto riesce a scoprire le immagini ritoccate.

 
Un tempo c’erano i fotomontaggi. Su una foto preesistente si incollavano ad arte altri frammenti di foto sapientemente ritagliati e si interveniva opportunamente con pennarelli o altri strumenti di disegno per ottenere dei risultati capaci di ingannare gli sprovveduti.

Con l’avvento dell’informatica e della fotografia digitale è possibile ritoccare in modo sofisticatissimo qualsiasi immagine mediante programmi come Photoshop, costruendo nuove immagini a partire dalle originali che pochissimi utenti (anche non sprovveduti) sono in grado di identificare come falsificate.

Tra i pochissimi c’è anche Micah Kimo Johnson, un ricercatore del MIT che ha sviluppato un software che analizzando le minime differenze di luce presenti nelle foto riesce a scoprire le immagini ritoccate.

In realtà Johnson precisa che il suo software non fa altro che mettere in evidenza quello che anche l’occhio umano è in grado di notare. Se non lo fa è perché normalmente le persone sono poco sensibili a rilevare le differenze di luminosità in un’immagine, perché prestano maggiore attenzione ai colori e alle linee.

Un fotoritocco realizzato da un esperto capace di unire più immagini con un’attenzione estrema alle differenze di luce tra i vari elementi fotografici uniti può pertanto ingannare il software, ma in effetti questo accade molto di rado.

Il programma è stato progettato per un utilizzo nelle agenzie di stampa, al fine di svelare rapidamente il materiale fotografico fasullo.

Autore: Pierluigi Emmulo

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