Java: linguaggio di programmazione salvato dal Web e che Oracle vuole rilanciare

Sono trascorsi 16 anni dal debutto ufficiale di Java. L’acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle ha prodotto nel tempo forti contrasti. Oracle tenta il rilancio.

Oracle e le nuove Java Specification Request
 

Il 23 maggio del 1995, Sun Microsystems annunciava il debutto ufficiale del linguaggio di programmazione Java e della relativa piattaforma di accompagnamento. A distanza di 16 anni, sono oltre 4,5 miliardi i dispositivi basati sulla tecnologia Java: PC portatili, data center, cellulari e smartphone, decoder, stampanti, webcam, console per videogiochi, computer impiegati in ambito scientifico, terminali per le lotterie, apparecchiature mediche, parchimetri, sistemi di navigazione per veicoli. Java è dappertutto, grazie alle caratteristiche di versatilità, efficienza, portabilità e sicurezza.

Nel ricostruire la storia dello sviluppo di Java, Tiziana Moriconi di Wired.it ricorda che a salvare il linguaggio di programmazione è stato il Web. Il progetto rischiava di naufragare, ma grazie alle nuove possibilità veicolate dalla Rete, James Gosling riuscì a portare a termine con successo il lavoro intrapreso da Patrick Naughton.

Tappa fondamentale della pluriennale storia di Oracle, messa a segno nel 2009. Un anno dopo si assiste allo scontro tra Oracle ed Apache Software Foundation. Quest’ultima fuoriesce dal comitato esecutivo del Java Community Process. Forse anche per rispondere alle polemiche e di certo per rilanciare la community che ruota attorno a Java, Oracle ha annunciato proprio in questi giorni la creazione di due nuove JSR (Java Specification Request), destinate a modificare in meglio il JCP.

Oracle e Patrick Curran, presidente del Java Community Process, saranno coadiuvati da esperti e sviluppatori che lavorano in IBM, Google, HP, Nokia, Intel RIM, Red Hat, Samsung, SAP, Siemense, T-Mobile, AT&T, Vodafone, Goldman Sachs, Credit Suisse, SpringSource e Fondazione Eclipse. La promessa è quella di portare in dote alla community trasparenza e coinvolgimento maggiori.

Autore: Andrea Galassi