XHTML 2 o HTML 5 quale sarà il linguaggio del futuro per i siti Web?

Quale sarà il linguaggio che succederà all’HTML 4 come standard per la realizzazione dei siti Web? A contendersi la cospicua eredità sono due codici profondamente diversi per concezione: XHTML 2 e HTML 5.

 

Quale sarà il linguaggio che succederà all’HTML 4 come standard per la realizzazione dei siti Web? A contendersi la cospicua eredità sono due codici profondamente diversi per concezione: XHTML 2 e HTML 5.

La differenza tra i due sta essenzialmente nella relazione tra forma e contenuto. Se l’HTML 5 è semplicemente un’evoluzione dell’HTML 4, un linguaggio di formattazione che si applica ai contenuti modellandoli in modo da essere visualizzati da un browser in modo fruibile, l’XHTML 2 sviluppa l’XHTML portando ancora più avanti l’idea che i contenuti devono potere essere del tutto autonomi dalla loro presentazione.

In altri termini l’XHTML presume che si possano introdurre dei veri e propri moduli in cui incasellare le varie occorrenze di contenuto, che quindi vengono trattate in modo autonomo, pur rimanendo in un’ossatura unica. La logica è quella di stabilire un’aderenza ai criteri già introdotti con l’XML: ci saranno dei tag generici all’interno dei quali verranno inseriti i vari contenuti e le varie operatività della pagina, gestite però nella loro funzionalità in maniera sostanzialmente esterna e fortemente indipendente dall’impianto generale della pagina di codice che le contiene.

Diverso l’approccio dell’HTML 4, che invece tenterà di includere nel codice di formattazione della pagina anche lo scripting, evitando il più possibile il ricorso a stringhe di Javascript. In questo modo la gestione dei contenuti verrà fatta dalla stessa pagina di codice che li contiene.

Due criteri opposti, dunque, ma entrambi per adesso sostenuti dal W3C, il che rende difficile capire in che direzione va il futuro della scrittura di codici per il Web.

Autore: Pierluigi Emmulo