SMS mai richiesti a pagamento: servizio denuncia delle Iene contro Buongiorno Spa

L’oroscopo sul cellulare? 50 centesimi di euro. La ricetta quotidiana? Un euro per ogni SMS. Messaggi premium. Spesso attivati senza il consenso dell’utente.

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Per mandare un SMS in Italia si spendono al massimo 12 centesimi di euro. Ma riceverli non costa nulla. Non è vero, spiega Mauro Casciari de Le Iene, perché esistono i messaggi premium. E per riceverli, si deve pagare. L’oroscopo sul cellulare? 50 centesimi di euro per ogni SMS. La ricetta quotidiana? Un euro per ciascun messaggio ricevuto sul proprio telefonino. Ci sta, continua Casciari. Se si desidera un servizio premium, è giusto pagarlo. Ma se non si è richiesto alcun servizio, perché l’utente deve pagare?

Casciari ha intervistato una giovane donna che ha ricevuto una serie di SMS da una chat. La ragazza ha pensato in un primo momento di trovarsi di fronte a messaggi pubblicitari. Ma in seguito si è accorta che il suo credito telefonico diminuiva, anche senza inviare SMS o effettuare telefonate. I messaggi di chat ricevuti, infatti, erano a pagamento. Casciari e la donna hanno quindi contattato il servizio clienti della compagnia telefonica di riferimento, che ha spiegato che risultava attivata Chatribù, un servizio a pagamento. Responsabile, appunto, dell’esaurirsi progressivo del credito telefonico. La donna ha risposto di non aver mai richiesto l’attivazione di Chatribù, e il servizio clienti ha replicato che al 99% le richieste non partono mai dagli utenti. «La compagnia telefonica ammette serenamente che al 99% non sono i clienti ad attivare questi servizi a pagamento», ha evidenziato Casciari nel corso della puntata de Le Iene.

E chi attiva questo tipo di servizi? Provider esterni, ha risposto il servizio clienti dell’operatore di telefonia mobile. Di solito, un provider esterno, ovvero un fornitore di servizi e contenuti che nulla ha a che fare con la compagnia telefonica, invia al cliente di quest’ultima un SMS pubblicitario, in cui si invita l’utente ad attivare un servizio in prova gratuita per una settimana. Ma per disdire l’eventuale attivazione, è necessario poi farne esplicita richiesta, altrimenti il servizio resta attivo per tacito consenso. E non è possibile ottenere un rimborso del credito da parte dell’operatore di telefonia.

Il provider in questione è Buongiorno SpA. Casciari ha quindi telefonato alla società per chiedere spiegazioni. Chatribù può essere attivata via SMS o attraverso una app preinstallata nel telefonino in uso. Risposte vaghe, che hanno spinto poi Casciari a raggiungere di persona la sede di Buongiorno. Nessuno dei responsabili è risultato essere presente in sede. Impegnati o all’estero, la risposta di una segretaria. Consiglio finale? Chiamare il proprio operatore di telefonia mobile e richiedere l’attivazione del barring (sbarramento) degli SMS a pagamento.