Sviluppo della connettività in fibra ottica nel decreto Cura Italia

C’è sempre più bisogno di reti a banda larga e ultralarga. Chi lavora con il web in tutte le sue mille sfaccettature lo sa benissimo

Fibra ottica
 

C’è sempre più bisogno di reti a banda larga e ultralarga. Chi lavora con il web in tutte le sue mille sfaccettature lo sa benissimo perché per compiere quel famoso salto di qualità è indispensabile che le infrastrutture di rete siano performanti, affidabili e adeguati alle ambizioni di un Paese proiettato al futuro.

Non è un caso che il decreto Cura Italia con cui il governo ha risposto all’emergenza coronavirus abbia messo nero su bianco l’importanza degli investimenti e ricordato il ruolo centrale e la responsabilità degli operatori nei confronti di imprese e privati.

Reti a banda larga nel decreto Cura Italia

L’esigenza di poter contare su reti più efficienti e maggiore banda nasce dal cosiddetto lockdown del Paese ovvero dallo spostamento all’interno delle abitazioni domestiche di tutte quelle attività che venivano svolte negli uffici, anche senza l’utilizzo del web. L’esempio più emblematico è quello della scuola con l’attività di e-learning ovvero di apprendimento a distanza che sta interessando tutti gli istituti, nelle piccole e nelle grandi città.

Inevitabile allora l’aumento del traffico e l’indispensabilità che tutto funzioni alla perfezione. Ma potremmo citare anche il maggiore utilizzo delle piattaforme per l’intrattenimento in streaming, come Netflix o Amazon Prime, l’accresciuto numero di ore trascorse con il gaming online o, ritornando all’ambito lavorativo, le numerosissime call tra i dipendenti delle aziende.

Per scongiurare o ridurre al minimo i problemi legati alla saturazione della banda e alla congestione delle reti e ai rallentamenti, l’esecutivo ha stilato una lista di priorità per gli operatori delle telecomunicazioni. Nel decreto Cura Italia si legge della necessità di aumentare la disponibilità di banda per i clienti di rete fissa e di incentivare l’utilizzo di reti di connettività a banda larga o ultralarga basate su un segnale radio.

Il miglioramento infrastrutturale è legato al potenziamento delle reti esistenti e alla chiusura dei lavori in corso, rispetto a cui lo stesso governo si è impegnato a snellire le procedure, riconoscendo l’importanza strategica dell’accesso con un sistema di connettività in fibra ottica o basate su segnali radio. Il tutto, sia chiaro, senza che i costi ricadano su famiglie e imprese.

Dal fisso al mobile il passo è breve e il decreto invita a mantenere alti gli standard di efficienza delle reti di connettività. Da una parte agli operatori viene chiesto di facilitare i sistemi di ricarica delle schede e dall’altra ai clienti di attivare la modalità hotspot Wi-Fi per condividere la propria connessione Internet con altri utenti e in ogni caso di preferire, laddove possibile, la rete fissa a quella cellulare.

Tra gli operatori maggiormente attivi in questo delicato periodo di emergenza c’è Vodafone, presente al tavolo di confronto istituito dall’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per studiare e rendere esecutivi gli interventi per il miglioramento della qualità dei servizi offerti a imprese e famiglie, la gestione dei picchi di traffico e il potenziamento della banda. L’obiettivo dichiarato? Aumentare del 30% la banda media per cliente sulle connessioni di rete fissa.