Spesa online a casa per migliaia di negozi e supermercati con il nuovo servizio di personal shopper in Italia

Ecco come con innovazione e creatività è possibile favorire i consumi e creare posti di lavoro. Il caso più recente è PayPerShopping.com.

Spesa online a casa per migliaia di negozi
 

Si chiama PayPerShopping.com ed è la nuova piattaforma online attraverso cui fare la spesa. In buona sostanza basta stilare la lista degli acquisti, inviarla a un personal shopper disponibile e aspettare che, entro un'ora o al massimo entro la giornata, consegni tutto a casa. Non ci sono soldi da anticipare poiché si paga tutto alla consegna applicando una commissione per il servizio. La percentuale viene stabilita dal personal shopper, sarà comunicata in anticipo e ammonterà ad almeno 3 euro. Si tratta di una iniziativa pensata anche per dare occupazione ovvero per arrotondare i guadagni. Chiunque può infatti diventare personale shopper registrandosi sulla piattaforma, indicando fino a 10 supermercati in cui ci rende disponibili a fare la spesa, il luogo di consegna (presso il supermercato o anche a domicilio) e la percentuale di commissione richiesta.

Si tratta di innovazioni in grado di creare economia e favorire i consumi. Basti vedere il caso di Uber, il servizio di auto con conducente tramite app sta suscitando molto interesse ma anche molta ostilità. In Italia un giudice di Genova ha accolto il ricorso di un autista Uber: non è un tassista abusivo. E la settimana scorsa un giudice di Milano ha restituito patente e vettura a un secondo autista Uber. La Spagna è l'unico Paese in cui Uber ha sospeso il servizio "in spirito di collaborazione" nell'attesa che il legislatore definisca le regole della sharing economy in cui rientra Uber. Attualmente Il servizio è ufficialmente disponibile in 48 città di 22 Paesi.

Anche se in crescita, i numeri dell'ecommerce in Italia sono inferiori rispetto agli altri grandi paesi europei. Tuttavia qualcosa inizia a muoversi, come dimostrato dai 15 milioni gli italiani che fanno acquisti sul web per le più svariate ragioni: Il 37% per il risparmio rispetto ai negozi tradizionali, il 33% perché più comodo, il 7% perché più divertente. Le diffidenza vanno ricercate sulla mancata consegna del prodotto, sul mancato rimborso del prezzo pagato al momento dell'ordine, sul mancato riconoscimento del diritto di recesso o della garanzia, sull'impossibilità di mettersi in contatto con il venditore.