Sito censimento online non è accessibile per i ciechi. La denuncia di un ragazzo 17enne

Un ragazzo di Lecce smaschera il sito dell’Istat: non è accessibile ai non vedenti e non rispetta le normative vigenti. Nella blind list ci sono anche due software.

Il giovane Vincenzo Rubano
 

La sua è una "lotta spietata" all’inaccessibilità. E ha perfino creato una blind list (una denominazione che fa il verso alla black list) in cui finiscono siti e programmi un po’ egoisti ovvero non hanno alcun riguardo per chi, come lui, è cieco. Vincenzo Rubano ha 17 anni, frequenta l’Istituto tecnico "Costa" di Lecce e non ha timore di puntare l’indice contro i discriminatori. E lo fa con una punta di ironia, utilizzando giochi di parole e prendendosi ironicamente in giro. Nel suo elenco sono già finiti il programma per mixare Virtual DJ ("quando fare il disk jockey non è per tutti!) e il popolare software di messaggistica istantanea Skype nella versione per iOS ("la chat è proibita ai ciechi!").

Da pochi giorni, la lista si è arricchita di un nuovo ospite: il censimento Istat. Come argomenta nel sito "Ti Tengo d’Occhio , la compilazione della versione online del questionario è "una cosa tutt’altro che semplice". Quali sono i principali ostacoli? Le modalità di richiesta della password sono riportate solo sulla prima pagina del modulo cartaceo. E soprattutto, dopo l’accesso "ci sono etichette non associate correttamente con i campi del modulo (e ciò significa che gli screen readers hanno difficoltà a leggere correttamente l’etichetta del campo che si sta compilando) e, ancora peggio, ci sono dei campi che non possono essere compilati, perché del tutto invisibili agli screen readers".

A tutela dei non vedenti esistono delle precise disposizioni, la cosiddetta "Legge Stanca". Viene previsto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rispettare precisi criteri di accessibilità ovvero il colore, l’utilizzo ridotto del mouse in favore della tastiera, la resa di oggetti multimediali (audio e video) anche in forma testuale. A detta di Vincenzo, "l’Istat era perfettamente a conoscenza del problema: fin dalla pubblicazione della procedura di compilazione del questionario online, infatti, sono state indirizzate alla dirigenza dell’ente alcune denunce del problema. E nonostante ciò, nessuno ha mosso un dito per rimediare a un orrore che non avrebbe neanche dovuto verificarsi".

Da segnalare che la versione online del quotidiano Corriere della Sera ha inaugurato un nuovo blog dedicato alla disabilità con articoli e aggiornamenti quotidiani.