Scontrino e fatture elettroniche tra imprese e PA insieme a POS: svolta importante per diffusione Internet in Italia

Arrivano le norme per l'introduzione dello scontrino elettronico al posto di quello fiscale e per l'obbligatorietà della fattura elettronica.

Scontrino e fatture elettroniche tra imprese e PA
 

Il governo Renzi è proto a digitalizzare l'Italia ovvero a rendere a portata di click un numero sempre maggiore di operazioni. Ma il Paese è pronto per accettare una sfida del genere? I dubbi nascono dai dati sul digital divide che continua a rimanere una piaga per lo sviluppo e l'innovazione. Rispetto agli altri grandi Paesi europei, la diffusione di Internet da queste parti è meno capillare, per non parlare dei suoi servizi, quello sul commercio elettronico su tutti.

Ma qualcosa andrà pur fatto e il rapporto va forse invertite: prima le innovazione e poi, per forza di cosa, l'adeguamento dei strutture e infrastrutture. Ecco allora che si punta a far diventare realtà lo scontrino digitale per professionisti e imprese e la fattura elettronica. Di più: per quest'ultimo strumento c'è anche una scadenza, ed è quella del 31 marzo. Entro questa data diventerà obbligatoria in circa 50.000 uffici pubblici italiani. Se ne dovrebbe parlare anche nel prossimo Consiglio dei ministri. Se i pagamenti con POS diventeranno obbligatori con tanto sanzioni, a trarne giovamento sarebbe anche il mondo mobile con lo sviluppo di applicazioni e soluzioni per le transazioni direttamente da smartphone.

Ecco poi la realizzazione di un'unica anagrafe in sostituzione delle oltre 8.000 esistenti nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione. L'Anagrafe nazionale della popolazione residente sarà finalmente realtà entro la fine di quest'anno. Il piano per il graduale subentro prevede, dopo una fase preliminare, un percorso di 32 settimane. Si parte con i comuni più piccoli per finire con le città metropolitane. Ma non si tratta solo di centralizzare le informazioni sulla popolazione, con i classici riferimenti anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, sesso, stato civile, data e luogo di nascita. Nella banca dati dell'Anagrafe nazionale sarà inserito anche il domicilio digitale, ovvero l'indirizzo di posta elettronica certificata che il cittadino può anche scegliere come canale esclusivo di comunicazione con la Pubblica amministrazione.