L’Italia delle slot: dove si gioca e come comune per comune

Vediamo quali sono le città in cui è più diffuso il gioco alle slot machine

Italia
 

Il lavoro svolto dal Gruppo Gedi per individuare una mappa del circuito del gioco di tipo fisico è stato piuttosto importante. Tanto che dopo le prime due edizioni del dossier multimediale chiama L’Italia delle slot, si sta ragionando circa una possibile terza e più completa edizione finale. Il lavoro di database a cui hanno partecipato alcune delle più importanti agenzie che si occupano di dati raccolti sul web, ci mostra il numero di giocate pro-capite che sono state realizzate nel nostro territorio, comune per comune. Prendendo in consegna i dati che riguardano la Campania possiamo vedere quali sono i capoluoghi dove si gioca con maggior frequenza. Si parte quindi da Caserta, dove contiamo una popolazione di 75.561 abitanti e un reddito pro-capite pari a 22.165 euro. Durante il 2017 sono stati spesi 1329 euro pro-capite, risultato che pone il comune campano al posto numero 1.092 su 7954 comuni italiani.

Considerando le città delle stesse dimensioni, Caserta occupa quindi il posto numero 74 su 130 comuni sopra i 50 mila abitanti, quasi perfettamente a metà classifica, rispetto al numero di giocate e di soldi spesi, esclusivamente legati al circuito del gioco fisico legale. Sempre nel 2017 sono stati spesi poco più di cento milioni di euro, mentre le vincite ammontano a 77,15 milioni. Da Caserta passiamo ora a Benevento, con un reddito pro-capite di circa 18.800 euro e una popolazione di 59.789 abitanti. Un territorio quindi più piccolo rispetto alla realtà di Caserta. Leggermente più alto è il tenore delle giocate che arriva in questo caso a 1343 euro pro-capite. Benevento in classifica è posizionato infatti al posto numero 1071 su 7954 comuni, mentre se si considerano le città con più di 50 mila abitanti, fino a 200 mila abitanti, il piazzamento è al numero 71. La spesa complessiva per il circuito del gioco di tipo fisico ammonta a 80, 32 milioni di euro, mentre le vincite sono state di 59,62 milioni di euro. Cifre più basse dunque, ma con una media più elevata rispetto a Caserta. Concludiamo questo punto dei dati con Avellino e Salerno, dove sono stati giocati tra 81 e 110 milioni di euro, mentre le vincite vanno da 62 a 84 milioni di euro. Un dato che però comprende esclusivamente il circuito del gioco di tipo fisico, fermo però al 2017.

Bisogna dire che l’ultimo riscontro effettuato relativo al 2020 indica il gioco di tipo fisico in netto calo per via della chiusura delle sale da gioco di tipo fisico, mentre il circuito del gioco digitale ha tratto beneficio da questa situazione, con un aumento che è stato considerato tra il 37 e il 45% in più rispetto al 2019, anno che già aveva riscontrato un sostanziale dato in attivo. Tuttavia il gioco online in Italia rappresenta una porzione piuttosto limitata rispetto alla spesa complessiva, quantificabile tra il 10 e il 14% sulla spesa complessiva, che tra il 2019 e il 2020 consisteva in 112 miliardi di euro. Nel corso del 2020 oltre all’aumento e all’intensificarsi del gioco digitale dei casinò online, con le attrattive delle slot machine online che si piazzano in testa alla classifica, seguite a ruota dalla roulette online, dal blackjack e dal baccarat. Ci sono poi da annotare gli aumenti di consumo, in termini di svago e di divertimento per quello che riguarda il gaming, l’IGaming, gli eSports e tutte le piattaforme di streaming video. Le smart-tv sono in netto aumento, mentre i giochi di categoria arcade vengono sempre più praticati, scaricati e utilizzati.

La nuova tendenza del gioco implica anche l’utilizzo dei cloud, cioè il gioco da remoto senza dover scaricare nulla sul proprio dispositivo. Il 2020 si è poi concluso con il rilascio di nuove console da parte di Sony con la sfavillante Playstation 5 e di Microsoft che ha risposto invece con la serie X della nuova Xbox. Stanno tornando anche le vecchie console Atari e Nintendo, che puntano sull’effetto nostalgia per questa nuova tendenza della riscoperta della cultura dei videogames arcade degli anni ottanta e novanta. Questa tendenza è stata chiamata retrogaming e si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede sempre di più in Europa, mentre in Giappone, Canada e Stati Uniti d’America è già una realtà consolidata con cui l’industria miliardaria del gaming deve iniziare a fare i conti. Il rilancio di titoli di culto delle sale giochi anni novanta ne è un esempio tangibile e lampante.