Intelligenza artificiale nella Pa: dall'evasione al miglioramento lavoro e servizi. Ecco a cosa servirà

L’Intelligenza artificiale a servizio del cittadino per miglioramenti in diversi settori della P.A.: progetti e investimenti

Impieghi importanza intelligenza artificiale
 

L'intelligenza artificiale nel futuro della P.A. per migliorare e ottimizzare controlli anti evasione fiscale, svolgimento del lavoro e servizi stessi. Il settore dell'intelligenza artificiale è, del resto, in fortissima crescita per cui è decisamente plausibile pensare che in poco tempo si espanderà moltissimo invadendo ogni comparto, quello della Pubblica Amministrazione compreso, per migliorarne i resi.

Del resto, già oggi l'Intelligenza artificiale viene impiegata in diversi settori della nostra vita quotidiana, da quello automobilistico, dove crescono sempre più i sistemi informatici e tecnologici volti soprattutto a migliorare la sicurezza di guida, a quelli del mercato azionario, della robotica e medico. L’Intelligenza Artificiale, infatti, in ambito medico viene impiegata soprattutto per studiare reti neurali, battito cardiaco, per le diagnosi di alcune forme tumorali e per la creazione di robot di accompagnamento.

Intelligenza artificiale nella P.A.: nuove prospettive

Stando a quanto riportano le ultime notizie, lo Stato italiano avrebbe intenzione di investire cinque milioni di euro di fondi europei, erogati dall’Agenzia per l’Italia Digitale, per realizzare progetti volti al miglioramento del rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini grazie proprio all’impiego di nuove tecnologie nei settori di sanità, mobilità, turismo, per il controllo dell’inquinamento atmosferico e non solo.

La decisione di voler mettere l’Intelligenza artificiale al servizio del cittadini attraverso novità nella P.A. è stata annunciata nel corso della presentazione del primo Libro Bianco, ‘L’Intelligenza Artificiale a servizio del cittadino’, a cura della Task force IA dell’Agenzia per l’Italia Digitale, agenzia pubblica nata per la realizzazione dell’Agenda Digitale Italiana, che illustra le linee guida e le raccomandazioni per l’uso sostenibile e responsabile dell’Intelligenza Artificiale nella P.A.

Stando a quanto spiegato, i cinque milioni di euro saranno impiegati per la realizzazione di progetti che interesseranno diverse novità, dai sistemi automatici di diagnostica capaci di individuare in maniera molto rapida la patologia di un paziente, ai sistemi avanzati di elaborazione dei dati per contrastare l’evasione fiscale, alle piattaforme automatiche di supporto agli insegnanti nella valutazione degli elaborati scolastici degli alunni.

Intelligenza artificiale: primi esempi progetti nella P.A.

Tra i primi esempi di progetti di Intelligenza artificiale per la P.A. spiccano Simpatico H2020, realizzato dalla Fondazione Bruno Kessler del Comune di Trento, che impiega l’intelligenza artificiale negli sportelli online delle amministrazioni comunali riducendo notevolmente tempi di accettazione delle domande telematiche, di compilazione di pratiche online e di richieste di ulteriori informazioni, e Borbot (acronimo di Borboni e Robotica), assistente virtuale impiegato nel Museo nazionale della Reggia di Caserta che risponde alle domande degli utenti, fornendo informazioni su un determinato monumento di interesse del visitatore.

Si tratta decisamente di bellissimi esempi che potrebbero rappresentare solo il primo passo verso un nuovo modo di concepire e sfruttare servizi e sistemi della P.A. in maniera sempre più efficiente per i cittadini. L’unica regole che, secondo quanto spiegato nel Libro, bisognerà seguire per garantire un corretto funzionamento e uso dell’Intelligenza artificiale nella P.A. sarà quella di osservare i criteri di privacy, trasparenza e sicurezza a tutela dei cittadini.