In Italia, clonavano carte di credito, con appoggio di negozianti: truffa da 1 milione di euro

L'associazione criminale sfruttava i 'buchi' informatici delle società e copiava i codici segreti: 15 arresti

 

Trecento carte di credito falsificate, oltre 4 mila codici violati per un giro di affari di un milione di euro. Carte utilizzate in tutta Italia con la complicità dei negozianti e clonate spesso con il semplice gesto di passarle nel 'Pos', la macchinetta utilizzata per i pagamenti. E 'Pos' è il nome della maxioperazione della polizia, che ha bloccato la rete di riproduzione delle carte, guidata da un tecnico informatico del Ced di una banca toscana, eseguito 39 misure cautelari (di cui 15 arresti) e sequestrato 38 negozi.

A dare il via all'operazione, oltre due anni fa, è stato un'incidente stradale: gli agenti di Vibo Valentia, insospettiti dall'atteggiamento di un ferito che, pur essendo stato ricoverato in ospedale, insisteva per tornare sul luogo dello scontro, hanno fatto nuovi controlli e trovato un pacchetto di sigarette pieno di carte di credito false. Da lì è partita un'operazione che, coordinata dallo Sco, ha coinvolto oltre 300 uomini delle squadre mobili di Vibo Valentia, Reggio Calabria, Imperia, Grosseto, Firenze, Milano, Messina, Catanzaro, Cosenza e Crotone. Il meccanismo era, tutto sommato, semplice: l'esperto informatico forniva i codici riservati, le carte venivano clonate e vendute a persone incaricate di utilizzarle in determinati negozi in tutta Italia. La prova della complicità dei commercianti è un' intercettazione telefonica nella quale uno dei componenti della banda si accorda con un negoziante pianificando un finto banchetto: 'Mi fai spendere 2 milioni e 800, poi un milione e quattro sono vostri e gli altri nostri'.

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Le carte clonate, del resto, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile di Vibo Valentia Rodolfo Ruperti, potrebbero essere utilizzate anche come nuova forma di estorsione, costringendo il negoziante, che tutto sommato non ci perde nulla, a consegnare una determinata cifra. 'Sarebbe una forma quasi perfetta di estorsione, ma è un'ipotesi - ha avvertito Ruperti - sulla quale stiamo ancora lavorando'. Le indagini del resto sono ancora in corso: oltre alle misure cautelari (8 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 arresti domiciliari e 24 provvedimenti di obbligo di dimora) ed ai sequestri (38 negozi, altrettanti Pos, 20 computer, documentazione contabile e un fucile), sono state compiute 80 perquisizioni, anche presso i Ced delle principali società che operano nel settore delle carte di credito. Per tutti le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, alla falsificazione ed all'indebito utilizzo di carte di credito, all'intercettazione di comunicazioni informatiche, all'accesso abusivo a sistemi informatici, alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici.

E i titolari delle carte di credito? 'Nessuno ha perso una lira - ha assicurato il procuratore capo di Vibo Valentia Alfredo Laudonio - perchè dagli estratti conto si sono accorti di quello che stava accadendo'. L'invito dunque è a fare sempre attenzione ai resoconti della banca.