Fibra ottica: meno burocrazia per i lavori, più competitività per imprese e cittadini

Passi in avanti verso la realizzazione della fibra ottica con le nuove norme che prevedono meno burocrazia e aumentano la competitività

Nuove opportunità per la fibra ottica
 

C’è una buona notizia per la crescita del digitale in Italia ed è il pacchetto di semplificazioni per lo sviluppo della banda larga e della banda ultralarga. In termini pratici le conseguenze sono due, una nel breve e una nel medio termine: da una parte la maggiore facilità di attivazione dei cantieri per la posa della rete in fibra ottica e dall’altra l’allargamento a un maggior numero di cittadini della possibilità di accesso a una connettività migliore. Se l’atavico problema italiano che ha frenato le migliori prospettive di sviluppo è da sempre la presenza di una burocrazia eccessivamente formale e poca attenta alla concretezza, ecco che il decreto Semplificazioni potrebbe rappresentare lo spartiacque tra il prima e il dopo per il rilancio del digitale in Italia.

Cosa cambia per la fibra ottica con il decreto Semplificazioni

Entrando nel dettaglio del decreto Semplificazioni, quali sono i cambiamenti procedurali da mettere in conto per la fibra ottica? Sono tre in particolare quelli da ricordare. Innanzitutto la snellezza nella presentazione della domanda di avvio lavori. Nel caso di via libera al pacchetto di norme sarà sufficiente una richiesta al Comune o all’Anas di apertura dei cantieri e a quel punto, a meno di intoppi, saranno sufficienti pochi giorni. In seconda battuta la possibilità di sfruttare scavi più piccoli per la posa dei cavi in fibra ottica, riducendo così i tempi di lavoro e impatto sulle strade. Anche nel caso di indispensabilità della valutazione di impatto archeologico, la tempistica sarà più contenuta e la modalità operativa semplificata.

E poi, non meno importante, tranne per gli edifici sottoposti a vincolo culturale. non è più necessaria l’autorizzazione paesaggistica per la posa dei cavi sulla facciata dei palazzi necessaria per l’attivazione delle reti FTTH. Questa decisa accelerazione sulle procedure da adottare è la premessa per recuperare competitività digitale ma anche per colmare le distanze tra territori con benefici per le utenze domestiche e per le imprese. Insomma, diventa più semplice il raggiungimento del traguardo del 95% della popolazione da coprire con una rete da almeno 100 Mbit/s e della garanzia alla quota restante di fruire di una rete ad almeno 30 Mbit/s. Si tratta del piano per la banda ultralarga che avrebbe dovuto arrivare a conclusione già nel 2020.

In questo contesto c’è già chi può beneficiari dei vantaggi competitivi che derivano dall’accesso alla banda ultralarga. Non mancano infatti i servizi già disponibili, come quello proposto da Vodafone, Giga Network 5G, punto di riferimento già attivabile. La compagnia offre infatti l’accesso alle reti di tipo FTTH (Fiber to the Home ovvero fibra fino a casa) con una velocità di navigazione fino a 1 Gbps. Di più, sempre Vodafone propone l’attivazione di una connessione di tipo FTTC (Fiber To The Cabinet ovvero fibra fino all’armadio) con la fibra che arriva fino al cabinet in strada e il cavo in rame che copre il tratto fino all’abitazione dell’utente finale. A ogni modo, Vodafone ha già annunciato l’intenzione di aumentare il numero di attivazioni in contemporanea con la maggiore disponibilità di rete nelle città italiane.