Facebook: voto online per il nuovo diario Timeline e privacy. Un referendum mondiale

Facebook lancia un sondaggio tra gli utenti per decidere cosa fare dei loro dati personali. Democrazia diretta o abile mossa di marketing?

Facebook e il nuovo diario Timeline
 

Nonostante l'obiettivo del miliardo di utenti entro giugno 2012, sembra proprio che Facebook non se la stia passando bene. Non solo per il debutto in borsa, dove, in pochi giorni, ha perso il 25% del suo valore iniziale, un colpo duro, considerando anche l'entusiasmo che aveva preceduto la quotazione. Molti utenti non sono soddisfatti degli ultimi cambiamenti introdotti dal social network più diffuso al mondo, in particolare della nuova Timeline. Facebook, inoltre, sta diventando qualcosa di sempre più simile a un territorio delimitato e recintato, per offrire agli utenti un'esperienza parziale della rete.

Se l'unico elemento solido di business per Facebook è la vendita dei dati degli utenti agli inserzionisti, Zuckerberg e compagni hanno tutto l'interesse ad abbattere ulteriormente i limiti alla privacy imposti dalle leggi, privacy che è già parecchio a rischio sul social network, come dimostrano anche le diverse azioni intraprese dagli utenti per tutelarla, anche in sede legale.

Zuckerberg ha così deciso di lanciare un sondaggio, che, come sottolinea Severgnini sul Corriere della Sera, assomiglia più a un referendum. Facebook, infatti, chiederà agli utenti di poter utilizzare le informazioni personali anche al di fuori della piattaforma. Se parteciperà a questo sondaggio almeno il 30% degli utenti iscritti attivi, il risultato del voto sarà vincolante per le scelte future di Facebook, anche se il fatto che sia un'impresa privata potrebbe di fatto rendere nulla questa decisione in futuro.

Le ragioni di questa azione? “Un po' di faciloneria dell'advisor Morgan Stanley, che ha scelto un prezzo di collocazione troppo alto? Fb non è più «cool», come sostiene qualcuno? Il social network non è adatto quanto Twitter a essere utilizzato sui nuovi dispositivi mobili, iPhone in testa?” Queste le domande che si pone Severgnini, indicando però la risposta più probabile: “Facebook sta vendendo qualcosa che non gli appartiene. I mercati lo hanno capito. E il social network di Zuckerberg non può ignorare né gli utenti né i mercati”.

Il futuro della privacy potrebbero deciderlo gli utenti. Ma sarà davvero così? O, forse, sta iniziando il declino del social network che negli ultimi anni è diventato il servizio web più popolare della rete?