Copyright e nuova legge web a Settembre rimandata. Lo scontro su due punti fondamentali

Cosa prevede la nuova proposta di legge per il mondo del web e i motivi di scontro: rimandata al momento e nuovi tempi ancora da definire

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La commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato una nuova legge che potrebbe cambiare le regole del web che fino a poco tempo fa sembrava in dirittura di arrivo ma che, stando alle ultime notizie, sembrerebbe essere stata rimandata. Le ultime notizie, infatti, confermano il rinvio alla sessione di settembre di ogni decisione sul testo per la legge web sul tavolo. Cosa prevede questa novità Internet?

Copyright e nuova legge web: cosa prevede

La proposta della nuova legge approvata dal Parlamento europeo prevederebbe misure di modifica e integrazione della Copyright Directive con l’obiettivo di adeguarla al mondo del web. Tuttavia, non sono stati ancora definiti i tempi di approvazione che, secondo le ultime notizie. Coloro che sostengono la nuova proposta di legge non si spiegano il motivo per cui la legge, che avrebbe dovuto essere in vigore dal prossimo mese di settembre, debba essere rimandata, convinti del fatto che i diritti d’autore online potranno finalmente essere rispettati e che l’uso di internet non subirebbe cambiamenti importanti.

Copyright e nuova legge web: rimandata a settembre e motivi dello scontro

Tuttavia sembra che relativamente alla nuova proposta di legge, la cui discussione, come detto sarebbe stata rimandata a settembre, ci si scontri soprattutto su due punti fondamentali: secondo le ultime notizie, infatti, il primo terreno di scontro sembrerebbe essere l’art.11 del testo, quello relativo al cosiddetto link tax, che stabilisce che le piattaforme digitali che aggregano notizie e contenuti giornalistici paghino una tassa agli editori per mostrare la loro proprietà intellettuale e i criteri da seguire per pagamenti e pubblicazione dovrebbero essere stabiliti dai singoli Stati membri. Così facendo lo stesso link verrebbe concepito, per la prima volta in assoluto, in termini di proprietà e anch’esso soggetto a copyright.

Altro motivo di scontro, secondo quanto riportano le ultime notizie, sarebbe anche l’art.13 sulle responsabilità che avrebbero le piattaforme digitali che dovranno evitare che gli utenti pubblichino materiali ambigui che potrebbero violare il copyright, adottando misure specifiche come uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti, o appositi filtri di controllo. L’articolo 13, dunque, farebbe venire meno le attuali tutele delle piattaforme che sono protette da eventuali sanzioni relative a violazioni di copyright.