Cloud computing e outsourcing in Italia: il mercato, le prospettive attuali e future

Le aziende italiane sempre alla ricerca di nuove soluzioni.

Cloud computing e outsourcing in Italia.
 

Le spinte date dalla trasformazione del mercato ICT stanno cambiano radicalmente il panorama del cloud computing, in Italia come all’estero, e anche di tutti quei servizi dati in esterno che rispondono al nome di outsourcing.

Un cambiamento che va avanti a una velocità incontrollabile, con novità che si susseguono nell’ordine de giorni e che necessitano di una nuova capacità delle aziende di non rimanere indietro ma sempre aggiornate. Le aziende, per forza di cose, devono essere infatti sempre alla ricerca di migliorare le proprie performance, e in questo proprio il cloud computing rappresenta un punto da tenere strettamente in considerazione.



E a certificare che anche il nostro paese stia percorrendo al meglio questa strada è arrivato qualche settimana fa un rapporto dell’Ocse. Secondo quanto riportato all’interno dell’Ocse Digital Economy Outlook 2015 infatti, l’Italia è tra i leader sul mercato per quanto riguarda la diffusione e l’utilizzo di piattaforme di cloud. Basti pensare che il 40,1% delle aziende del nostro Paese utilizzano servizi di cloud computing, dato superato solo da Finlandia (50,8%) e Islanda (43,1%).

L’Italia, secondo i dati forniti dalla relazione Eurostat, è in cima alla classifica (davanti alla Finlandia) nell’uso dei servizi cloud nelle aziende dei Paesi di tutta Europa. Considerando che la media europea si attesta sul 19%, è facile rendersi conto di come l’Italia possa essere considerata all’avanguardia sull’argomento: nel corso dell’ultimo – fanno sapere ad esempio da Aruba – si è riscontrata una crescita notevole relativamente all’adozione del cloud da parte di piccole e medie imprese e l’elemento di novità è che, mentre in passato la tipologia di azienda che più di altre si orientava al cloud era la large enterprise, dalla seconda metà del 2013 le PMI hanno iniziato ad orientarsi al cloud in modo deciso.

Le piccole e medie imprese italiane, insomma, sembrano aver imbroccato definitivamente la strada giusta, senza più remore e senza più ripensamenti.