Antivirus gratis su Facebook da scaricare

Software per protezione del proprio computer vengono messi a disposizione dalla società di Marck Zuckerberg grazie agli accordi con Microsoft, McAfee, TrendMicro, Sophos e Symantec.

Facebook offre antivirus gratuiti
 

La navigazione su Facebook diventa più sicura. L’azienda di Palo Alto ha stretto accordi di collaborazione con alcune fra le principali società produttrici di software antivirus. L’obiettivo? Duplice: da una parte aumentare il livello di protezione degli utenti. Dati alla mano, infatti, sempre più persone, trascorrono parte del loro tempo virtuale sul sito blu. Dall’altra si cercherà di fare un po’ di pedagogia ovvero un’attività di educazione e di illustrazione dei modi più sicuri per muoversi sul web e delle accortezze da mettere in atto per prevenire eventuali infezioni del proprio computer.

All’iniziativa è stato dato il nome di Antivirus Marketplace. Ciascun utente del sito di social network può autonomamente decidere se appoggiarsi a questa piattaforma ovvero installare gratuitamente e per un periodo da un minimo di sei mesi fino a un massimo di un anno, uno dei software proposti. Le soluzioni proposte sono Microsoft Security Essentials, McAfee Internet Security 2012, TrendMicro Smart Surfing, TrendMicro Titanium, Sophos Anti-Virus per Mac Home Edition e Symantec Norton AntiVirus. Anche gli utenti Mac avranno la loro protezione attraverso la messa a disposizione di programmi specifici. L’Antivirus Market può fare riferimento ai database delle società per aggiornare le blacklist di URL. Così se le società offrono protezione da virus e malware, il colosso di Marck Zuckerberg offre loro visibilità a tutte le latitudini.

Non si tratta della prima mossa di Facebook lungo questa direzione. Già da tempo ha stipulato una intesa con Websense con l’obiettivo di verificare i link postati sulle pagine del social network e cancellare quelli malevoli. Rimane ancora da trovare una soluzione definitiva allo spam presente nelle pagine del sito blu. Stando a recenti rilevazioni, tuttavia, ammonta a una percentuale non elevata ovvero circa il 4% dei messaggi pubblicati. Diverso impatto, invece, hanno avuto le recenti dichiarazioni di gradimento del CISPA (Cyber-Intelligence Sharing and Protection Act), norma criticata dalle associazioni per i diritti civili degli Stati Uniti a causa della possibilità concessa alle agenzie governative a stelle e strisce di accedere a informazioni personali.