Ad-Block: intercettarli, bloccarli e visualizzare la pubblicità. Pesanti perditi per i siti web. Come fare

Le aziende online rischiano il crollo delle visite. Secondo Google, devono inventarsi pubblicità meno noiose e più veloci da caricare.

Ad-Block: intercettarli, bloccarli e visualizzare la pubblicità
 

Sono in via di rapida e continua diffusione i software ad-blocking, quelli in grado di fermare la pubblicità. Sempre più utenti sono evidentemente stufi dell'eccesso di messaggi promozionali, di troppi annunci o di tracciamento del comportamento sulla Rete. Da una parte c'è dunque la richiesta di una navigazione sul web più serena, fluida e senza troppe interruzioni, dall'altra c'è il bisogno di proteggere la privacy. Il punto è che lo stringimento delle maglie limita il traffico dati verso quei siti che si comportano in maniera corretta dal punto di vista pubblicitario con evidenti danni e perdite dal punto di vista economico.

Lo ha ricordato un recente rapporto che ha stimato in circa 22 miliardi di dollari in tutto il mondo il costo per le imprese online. Una cifra evidentemente destinata ad aumentare nel giro di pochi anni nel caso di eccessiva diffusione dell'ad-block. Poi c'è lo studio di Adobe e PageFair, secondo cui sono in aumento del 70% gli utenti che fanno uso di questo strumento. Per Joshua Benton, direttore del Nieman Journalism Lab della Harvard University, si tratta di un cambiamento "preoccupante per gli editori che contano sulla pubblicità mobile questa novità taglia una consistente fetta dei loro ricavi digitali".

Cosa ne pensano le multinazionali del settore? Secondo Larry Page, CEO di Google, "le aziende devono inventarsi pubblicità meno noiose e più veloci da caricare". Apple è già impegnata da tempo in questo comparto e, anzi, ricorda come "il software Content blocking Safari Extensions dà la possibilità di bloccare in modo veloce ed efficiente cookies, immagini, risorse, pop up e altri contenuti". D'altronde il Financial Times fa notare come "i consumatori di Apple sono considerati più ricchi e quindi target pubblicitari più interessanti dai pubblicitari".