Digitale terrestre: nuovi problemi in arrivo. Segnale disturbato e oscurato per LTE

Ancora problemi per la televisione digitale terrestre. E con l’arrivo della rete LTE la situazione è destinata a peggiorare a causa di interferenze.

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Come se non bastassero i problemi tecnici che hanno già interessato il passaggio alla TV digitale in molte regioni italiane, è in arrivo ora una nuova fase in cui il segnale del digitale terrestre rischia di essere fortemente disturbato, se non addirittura oscurato, a causa delle interferenze provocate dalle reti LTE (Long Term Evolution), la più recente evoluzione degli standard di telefonia mobile che nasce come nuova generazione di accesso mobile a banda larga.

L’LTE arriverà in Italia a gennaio e le grosse compagnie, Telecom, Vodafone e Wind, la utilizzeranno sulle stesse frequenze delle antenne televisive, anche se su canali diversi. Si calcola che circa un milione di case, a seconda della vicinanza delle antenne, potranno riscontrare problemi di segnale. Per rimediare bisognerà installare dei filtri con una spesa che si aggirerà tra i 10 e i 130 euro. Si è aperta così una battaglia tra compagnie e governo per capire chi è che dovrà sobbarcarsi la spesa e l’orientamento dell’esecutivo è quello di inserire una norma a riguardo nel nuovo pacchetto sull’agenda digitale in approvazione questa settimana per obbligare gli operatori a sostenere i costi.

In attesa di ulteriori sviluppi le associazioni dei consumatori hanno già promesso battaglia visti anche i precedenti problemi riscontrati dagli utenti nei mesi scorsi, alcuni dei quali non ancora risolti; molte infatti le lettere di protesta indirizzate sia al ministero dello Sviluppo economico che alle redazioni dei giornali da parte dei tanti utenti che ancora non riescono a vedere “in chiaro” la TV. Secondo Fabio Carera di Aeranti-Corallo, intervistato da Wired  ,   i problemi sono essenzialmente tre: “Le ragioni che stanno alla base di questa situazione sono le interferenze reciproche fra emittenti di diverse aree, le interferenze con le frequenze dei paesi esteri e i problemi di alcune reti che non sono state ottimizzate a dovere”.

Intanto, nonostante il ministero continui a sostenere che le cose vanno nel verso giusto, il Consiglio di Stato ha dato ragione a Sky in merito a un ricorso presentato insieme al Comitato Radio Televisioni Locali contro l’attuale ordinamento dei canali. Così, se l’Agcom interverrà nei tempi stabiliti dal giudice, oltre ai problemi attuali, gli utenti si ritroveranno a dover riorganizzare anche le proprie abitudini vedendosi spostate da un canale all’altro le diverse emittenti interessate dalla decisione.