Intervista al giudice che ha condannato Google per video. ╚ stato anche minacciato.

Minacce su Facebook per Oscar Magi, il magistrato del caso Google-Vivi Down, che difende il suo operato. Le critiche avanzate dall'avvocato Guido Scorza.

 

Il giudice che ha emesso la sentenza di condanna a sei mesi di carcere per i tre dirigenti ed ex dirigenti di Google ha raccontato di aver ricevuto centinaia di messaggi di offese e di minacce sul proprio profilo Facebook.

Oscar Magi, questo il nome del magistrato, intervistato da Daniele Lepido sul blog I Bastioni di Orione del Sole 24 Ore, ha detto di aver richiesto anche l’intervento dei gestori della piattaforma di social networking. Le critiche più violente sono arrivate soprattutto dall’estero, ma le minacce vere e proprie sono giunte in particolar modo dall’Italia. Dalla Spagna, invece, il giudice ha ricevuto messaggi di approvazione. Magi difende il suo operato, sostiene di essersi attenuto alla normativa sulla privacy, anche se questa, a suo dire, punta troppo sul meccanismo della pena intesa come carcere e poco su pene alternative. E sottolinea di aver inflitto ai manager di Google il minimo della pena.

Il magistrato ribadisce la debolezza della linea difensiva di BigG. Stefano Maruzzi, country manager di Google Italy, aveva ricordato che il modello di business di Google Video era molto diverso da quello di YouTube: nessuna monetizzazione, nessuna pubblicità, nessuna integrazione di testo e filmati nelle normali ricerche. Nel 2006, quindi, non c’era modo di guadagnare dai video. Ma Magi ha stabilito che Google ha violato la privacy per fini di lucro.

Le motivazioni della sentenza sono state passate al setaccio dall’avvocato Guido Scorza. Noi sposiamo le perplessità e le critiche avanzate dall’esperto e rimandiamo alle sue considerazioni per approfondire l’argomento.

Autore: Marcello Tansini

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