Riforma pensioni Letta: novità con Renzi nuovo segretario del Pd pronto al ricalcolo e a modifiche. Ma per i più deboli

Il giorno dopo l'elezione a segretario nazionale del Partito Democratico, il sindaco Matteo Renzi apre alla possibilità di tagliare le pensioni più alte.

Riforma pensioni: Renzi nuovo segretario del Pd
 

Cosa succederà alle pensioni in seguito all'elezione di Matteo Renzi alla guida del Partito Democratico? Sì, perché il PD è il partito di maggioranza che sostiene il governo Letta e una presa di posizione non può essere politicamente trascurata. Un primo segnale è arrivato dalla registrazione dell'ultima puntata di Porta a Porta. "A chi voglio tagliare le pensioni? A lei che ha il vitalizio da senatore", ha detto il sindaco di Firenze rispondendo a una domanda di Antonio Polito. Poi ha parlato di contributi di solidarietà per i manager che guadagna 90.000 euro di pensione al mese.

Aperture all'ipotesi avanzata dall'economista Tito Boeri di istituire il reddito minimo garantito, dai 400-500 euro al mese, per i cittadini italiani fra i 55 e i 64 anni, da finanziare con il taglio delle pensioni elevate, quelle con tassi di rendimento molto elevati. Un'altra strada da percorrere per trovare la copertura finanziaria sarebbe quella del riequilibrio dei fondi strutturali, rispetto ai quali potrebbe essere aperto un negoziato a livello europeo. Altra possibilità è una riforma strutturale del sistema previdenziale con una pensione minima per tutti e con un innalzamento del valore dell'assegno di quelle attuali.

In parallelo non possono essere trascurati pensieri di Yoram Gutgeld. Si tratta del 54enne parlamentare del Partito Democratico, consigliere economico di Renzi. A suo dire occorre tagliare le pensioni da 3.500 in su e reinvestire i risparmi nella costruzione e nella gestione di asili nido: "Passare da un modello di servizio basato su trasferimenti monetari a un modello basato su un servizio di assistenza vera, assegnato sulla base di un bisogno reale accertato da un assistente sociale". Non è un caso che in un ipotetico e futuro governo Renzi, si parla di lui come possibili ministro dell'Economia.