Pensioni prospettive e novità se illustrati meglio INPS e conti non sono un ostacolo davanti all''Unione Europea

Gli allarmanti conti Inps non sono poi così preoccupanti alla luce delle ultime spiegazioni: situazioni e possibili cambiamenti vantaggiosi

Gli allarmanti conti Inps non sono poi così preoccupanti
 

I conti Inps sarebbero di nuovo allarmanti ma il presidente dell'Istituto Boeri solo qualche giorno fa ha tranquillizzato sulla tenuta dell'Istituto stesso, quasi sorprendendo. Ma non si tratta poi di una posizione così 'strana'. Anche il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha recente spiegato che i conti Inps non sono poi così negativi, se si considera la divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente per le pensioni, una delle prime novità per le pensioni su cui l’esecutivo stesso ha intenzione di agire prossimamente.

Secondo Damiano, infatti, cancellando le spese assistenziali lo Stato guadagnerebbe diversi miliardi di euro e il costo della spesa delle pensioni sarebbe pari a 173 miliardi di euro a fronte di ben 172 di contributi, numeri che rappresentano un deciso equilibrio tra entrate ed uscite. Si tratta di un sostanziale equilibrio che, secondo Damano, potrebbe rappresentare anche una dimostrazione perchè l'Europa capisca come i risparmi non derivano dalle attuali norme pensionistiche in vigore e decisamente rigide e apra all’approvazione di novità per le pensioni.

Anzi: l'ideale sarebbe proprio modificare l'attuale legge, partendo dalla divisione si assistenza e previdenza, per poi arrivare alla revisione dei requisiti di uscita, perchè non solo non ne derivano risparmi considerevoli, ma, al contrario, modificandoli, potrebbero sostenere il rilancio dell'occupazione giovanile, permettendo ai disoccupati di entrare nel mondo professionale e di iniziare a versare nuovi contributi che sarebbero nuove entrate per l'Inps stesso.

Ciò che, dunque, servirebbe sarebbe spiegare con precisione e puntualità quali sono i soldi spesi dall’Inps, come mai si parla di dati allarmanti e perché invece non lo sono realmente. E la spiegazione di Damiano ha parecchio semplificato la situazione: le elevate spese dell’Inps non sono quelle delle pensioni, ma quelle delle prestazioni assistenziali che, però, si pensa, come conferma l’ultimo piano di lavoro del governo, di rivedere, con riduzioni e tagli legati sostanzialmente al valore Isee delle famiglie. I risparmi, dunque, non derivano dai rigidi requisiti imposti dall’attuale legge pensioni, perché visto che la spesa prettamente pensionistica è sostanzialmente uguale a quella delle entrate contributive dei lavoratori, significa che le attuali norme non producono particolari risparmi e che possono essere quindi riviste.