Pensioni: modifiche decreto legge Fornero. Nuova speranza pensioni classe 52 e scuola quota 96

Il governo Letta sembra sempre più convinto a mettere mano all’intero sistema delle pensioni, ma i tempi non si annunciano affatto brevi.

Pensioni: modifiche Decreto Legge-Fornero
 

Si va verso una riforma delle pensioni. O almeno, è questa la direzione che il governo Letta intende percorrere. Tutte le forze politiche che sostengono l’esecutivo sembrano d’accordo a voler cambiare l’attuale sistema introdotto con la riforma Fornero. Il problema riguarda piuttosto i tempi di introduzione dei cambiamenti. Al termine dell’incontro di Spineto fra il premier e tutti i ministri, sono state individuate quattro priorità e fra queste non rientrano le pensioni. Lo stesso ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha invitato ad avere pazienza.

Mettere mano a questo comparto significa cambiare i delicati equilibri della situazione economica italiana. Il paese è in questo momento alle prese con l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo. A ogni modo, la riforma coinvolgerà anche i cosiddetti quota 96. Si tratta di quei lavoratori nati nel 1952 che sarebbero potuti andare in pensione con 61 anni d’età e 35 anni di contributi, ma che sono di fatto bloccati in seguito alla riforma Fornero. Stando a un prossimo incontro organizzato con esponenti del Partito Democratico, del Popolo delle Libertà e del Movimento 5 Stelle, la questione sta finendo nei pensieri della politica italiana.

Sul tavolo dei ragionamenti c’è anche la posizione degli esodati. Fra le ipotesi allo studio dell’esecutivo c’è l’introduzione di una componente di flessibilità ovvero si vorrebbe consegnare al lavoratore la possibilità di andare in pensione con qualche anno di anticipo rispetto alle soglie anagrafiche, in cambio di una riduzione nell’importo dell’assegno mensile. Su questa linea si è espresso il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, anche se ha mostrato molta cautela sull’opportunità di stravolgere l’attuale sistema pensionistico "che sta finalmente producendo una serie di effetti voluti". In generale, Giovannini ha dichiarato che il lavoro del suo ministero punta "al superamento del precariato nella PA, a un fisco amico nell'ambito dei contributi del lavoro e pensionistici, ad una revisione del welfare, alla staffetta generazionale e a politiche contro la povertà".