Pensioni Governo Renzi: riforma con calcolo contributivo. Per chi, come e quando. Esempi tagli. Inps conferma la possibilità

Ricalcolare la pensione con il sistema contributivo per tutti, anche per coloro che sono già usciti dal lavoro è possibile. Lo conferma anche ufficialmente l'Inps. E sarebbe una ipotesi che per alcune pensioni il Governo renzi vi starebbe lavorando.

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L'Inps si prepara al ricalcolo degli assegni pensionistici di tutti i lavoratori applicando il sistema contributivo: a comunicare tale possibilità il direttore generale dell'Inps Mauro Nori che, in audizione alla Commissione Lavoro della Camera, ha detto: “Far passare al contributivo i vecchi assegni è possibile”, ma il rischio è che chi riceve oggi 1.800 euro si potrebbe veder ridotta la pensione a 1.300 euro.

L’operazione sarebbe stata pensata da Inps e governo per riequilibrare gli squilibri tra sistema retributivo, in vigore antecedentemente l’entrata in vigore della legge pensionistica Fornero, e sistema contributivo, ormai esteso a tutti con l’avvento delle nuove norme. Come si procederà nel lavoro di ricalcolo?

Se il vecchio sistema retributivo prevedeva il calcolo dell'assegno pensionistico sugli ultimi cinque anni di attività, passando ad un calcolo contributivo si calcolerebbe la pensione solo in base ai versamenti effettivi e ai rendimenti cumulati, e la decurtazione della pensione sarebbe davvero di quelle somiglianti ad una vera e propria batosta.

Il passaggio al contributivo, attraverso il ricalcolo, penalizzerebbe un pò tutti e, per esempio, per chi percepisce una pensione da 500 a 750 euro mensili, la decurtazione potrebbe aggirarsi intorno al 10-15%, dai 1.000 ai 1.250 intorno al 20%, dai 1.500 ai 1.750 euro circa il 25% fino ad arrivare al 30% per chi riscuote una pensione superiore ai 2.500 euro. Così facendo i contributi versati coprono solo in parte la pensione erogata dall'Inps, con punte di squilibrio fino al 34%