Pensioni 2013: novità con riforma governo Letta e differenze ad età e requisiti legge Fornero

Sono tante le ipotesi allo studio per modificare le norme inserite nella legge Fornero. Ma quali sono i requisiti attualmente in vigore per andare in pensione?

Pensioni 2013: novità con riforma governo Letta
 

Seppur con molta cautela, il governo Letta inizia a mettere le mani sul sistema delle pensioni. La principale novità è rappresentata dall’ipotesi di rendere il comparto più flessibile concedendo ai lavoratori l’opportunità di ritirarsi dal lavoro con qualche anno di anticipo in cambio di un assegno "più leggero". Più in generale è l’intero impianto della riforma Fornero che potrebbe essere rivisto.

Quali sono le regole in vigore? A quanti anni è possibile accedere alla pensione di vecchiaia? È vero che la finestra mobile è stata soppressa? Per le lavoratrici è ancora possibile ottenere la pensione con le regole contributive? È ancora possibile accedere alla pensione con quaranta anni di contributi? È ancora possibile trasferire gratuitamente i contributi dall’INPDAP all’INPS? Per tutti i lavoratori è possibile proseguire l’attività lavorativa fino a 70 anni? A queste e ad altre domande ha risposto con attenzione il Sole 24 Ore con una piccola guida sulle regole per andare in pensione.

La riforma Fornero si basa su due condizioni preliminari: le speranze di una vita più lunga e la presenza di un sistema di penalizzazione per chi si va in anticipo in pensione. In base alla regole in vigore, chi si ritira fra i 65 e i 70 anni riceverà una somma più alta. Se dal 2018 l’età fra uomini e donne sarà equiparata a 67 anni, le norme introdotte dal precedente esecutivo stabiliscono in 66 anni e 3 mesi l’età per gli uomini per andare in pensione di vecchiaia, e in 62 anni e 3 mesi per le donne. Modificata anche l’età della pensione anticipata: 42 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 5 mesi per le donne.

In parallelo il precedente governo Monti aveva modificato anche i coefficienti di calcolo della pensione. Come è possibile notare, variano a seconda delle età di pensionamento: 57 anni 4,304% (4,42% fino al 2012), 58 anni 4,416% (4,54% fino al 2012), 59 anni 4,535% (4,66% il precedente), 60 anni 4,661% (4,80% il precedente), 61 anni 4,796% (4,94% il precedente), 62 anni 4,940% (5,09% il precedente), 63 anni 5,094% (5,26% il precedente), 64 anni 5,259% (5,43% il precedente), 65 anni 5,435% (5,62% il precedente), 66 anni 5,624%, 67 anni 5,826%, 68 anni 6,046%, 69 anni 6,283%, 70 anni 6,541%.