IMU 2013: calcolo seconda rata dicembre saldo e scadenza. Copertura aumento accise benzina terreni agricoli e fabbricati rurali

Solo martedì prossimo sarà più chiaro il destino dell'IMU 2013 su terreni agricoli e fabbricati rurali. Per la sua cancellazione servono 400 milioni di euro.

IMU 2013: pagamento terreni agricoli
 

AGGIORNAMENTO: Il Governo Letta ha delineato una nuova bozza per evitare di far pagare la seconda rata, il saldo di dicembre dell'Imu 2013, ai terreni agricoli e fabbricati rurali. Secondo la nuova bozza che dovrebbe essere approvato nel Consiglio dei Ministri martedì 26 Novembre 2013 prossimo, oltre ad aumento degli anticipi delle tasse per tutti, vi sarà un aumento delle accise sulla benzina.
Sempre, ovviamente, che il nuovo Centro-Destra di Angelino Alfano, sostenitore dell'attuale Governo di Maggioranza, e altre frange del Pd accettino la copertura dell'Imu con, in pratica, l'introduzione di nuove tasse che colpiscono tutti gli italiani.
Per quanto riguarda il calcolo e le aliquote per la seconda casa, i terreni agricoli, capannoni, aziende, uffici e negozi tutto è ancora in alto mare, in quanto i Comuni possono decidere le aliquote e le detrazioni locali (oltre che le regole locali) fino al 9 Dicembre. A questo punto la scadenza delinata al 16 potrebbe essere spostata come chiedono professionisti, Caf e commercialisti in quanto in meno di una settimana è assai difficile calcolare l'Imu così come sarà stabilità. Tanto che è stato richiesto anche un bollettino precompilato. Chi e quanto e come dovrà pagare, dunque, la seconda rata dell'Imu 2013? Lo abbiamo spiegato con le detrazioni possibili, per quanto si può sapere fino ad ora, in questo articolo al seguente link diretto.

Il problema intorno alla possibile cancellazione dell'IMU 2013 su terreni agricoli e fabbricati rurali è la difficoltà a trovare la necessaria copertura finanziaria, pari a circa 400 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 500 milioni di euro per assicurare ai Comuni il differenziale di aliquota rispetto al 2012. All'interno della maggioranza che sostiene il governo Letta ci sono due posizioni. Quella di centrosinistra secondo cui l'esenzione dal pagamento risulta pressoché impossibile e quella di centrodestra che non ammette repliche e, seppur timidamente, minaccia ripercussioni sulla stabilità.

Se ne saprà di più martedì prossimo quando il provvedimento finirà sul tavolo del Consiglio dei ministri. All'orizzonte, però, si profila stangate per i contribuenti con i Comuni intenzionati a portare al massimo le aliquote. Non c'è solo parte della politica a invocare l'abolizione dell'imposta. Ha alzato la voce anche la Coldiretti, spalleggiate dal ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, secondo cui è necessario "un dietrofront nei confronti degli impegni assunti per abolire l'IMU sui terreni e i fabbricati strumentali all'attività agricola sarebbe inaccettabile e metterebbero a rischio la credibilità delle Istituzioni. Le imprese hanno bisogno di certezze e stabilità e non certo di una tassa ingiusta che colpisce i fattori di produzione".

Secondo Agrinsieme le coperture finanziarie devono essere trovate "al di fuori di un settore che provvede quotidianamente a fornire alimenti a milioni di persone e che, con la produzione del Made in Italy agroalimentare, ha contribuito in modo importante a sostenere l'economia nazionale anche in questi anni di crisi".