Acconti IRPEF 2013: come pagare meno tasse dichiarazione redditi. Proroga 10 Dicembre 2013. Calcolo ed esempi anticipi

Fra le tante scadenze di dicembre per i contribuenti italiani c'è quella relativa all'addizionale IRPEF. Ecco la doppia modalità per effettuare il pagamento.

Acconti IRPEF 2013: come pagare meno tasse
 

Tempo di scadenza di pagamenti per i contribuenti italiani. Il 2 dicembre 2013, uno dopo l'altro, occorrerà saldare le imposte IRPEF, IRES, IRAP, la cedolare secca sugli immobili abitativi, le imposte patrimoniali su immobili e attività finanziarie all'estero, l'imposta sostitutiva per i minimi. Come pagare di meno? Utilizzando il metodo previsionale anziché quello storico. Diventa infatti possibile saldare in misura inferiore poiché si mette in conto un reddito nel 2013 più basso rispetto a quello del 2012. Gli addetti a questa operazione devono ricordare in prima battuta di determinare l'imposta presunta sulla base delle disposizioni fiscali per l'anno 2013.

E quindi di pagare la percentuale minima prevista per l'acconto. Da quest'anno, poi, l'acconto IRPEF passa dal 99% al 100%. Il sito FiscoeTasse propone un esempio di calcolo. Nel caso che dal modello Unico PF2013 a rigo RN33 risulti l'importo di 300 euro, l'acconto sarà così ripartito: prima rata di euro 118,80 (cioè 40% x 99% x 300) entro il 17 giugno 2013 (o 17 luglio + 0,4%); seconda rata euro 181,20 (cioè 300 x 100% - 118,80) entro il 2 dicembre 2013. Per quanto riguarda le addizionali IRPEF regionali e comunali, non è dovuto alcun acconto entro il 2 dicembre.

Sommando l'addizionale IRPEF comunale con quella regionale, entrambe aumentate rispettivamente dell'8,5% e dell'1,1% rispetto allo scorso anno l'importo medio a carico del contribuente è di 503 euro. Tra i capoluoghi di provincia, dove si paga di più a livello comunale è a Roma: l'aliquota è allo 0,9% con un costo medio pro capite di 207 euro. A livello regionale i salassi maggiori sono in Campania, Calabria e Molise, con il 2,03%. Secondo Enrico Marro del Corriere della Sera, per il 2014 le Regioni potranno decidere ulteriori incrementi del balzello IRPEF di loro competenza fino a 0,6 punti, portando l’aliquota al 2,33%.