Flat tax per professionisti, consulenti informatici, e imprese ICT in Legge Stabilitą 2019. Tanti i dubbi

Al via la nuova flat tax per professionisti e imprese dal prossimo anno: come funzionerą e vantaggi. Quali i dubbi

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Tra le nuove misure approvate dal nuovo governo per la nuova Legge di Stabilità 2019, insieme a quota 100 per le pensioni e pensioni e reddito di cittadinanza, c’è anche la flat tax con pagamento delle tasse al 15% fino a 65 mila euro. Stando alle idee iniziali del governo, la flat tax dovrebbe avere due aliquote, una al 15% per redditi fino a 65mila euro, aliquota che oggi è valida per chi ha guadagni compresi tra i 30 e i 50mila euro all'anno, e una al 20% e per chi guadagna da 65 a 100mila euro, aliquote di una tassa unica che dovrebbero sostituire tutte le altre tasse, Irpef, Iva, Irap e addizionali. Oltre la flat tax, infatti, ognuno dovrebbe solo provvedere al pagamento dei contributi previdenziali.

Flat tax per professionisti, consulenti informatici e imprese ICT: come funzionerà

La nuova flat tax valida per professionisti, consulenti informatici e imprese ICT partirà dalle piccole imprese per cui sarà previsto un prelievo fisso del 15% che, stando alle stime, dovrebbe interessare oltre un milione di italiani. La prima fase di introduzione della flat tax interesserà, dunque, piccole imprese, professionisti e artigiani, che vale 1,5 miliardi, e varrà per le partite Iva fino a 65mila euro, prevedendo diversi vantaggi come la riduzione dell’evasione totale da parte di molti titolari di Partite Iva; l’emersione di base imponibile per evitare guadagni in nero e il pagamento di tasse più elevate; semplificazione per molti professionisti e imprese in termini di obblighi fiscali e contabili onerosi.

Flat tax per professionisti, consulenti informatici e imprese ICT: i dubbi

Secondo l'Associazione Italiana Dottori Commercialisti, la flat tax euro potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang di disincentivo alla crescita, sia per liberi professionisti e commercianti che per evitare di pagare tasse più elevate cercherebbero sempre di mantenersi entro determinati limiti di guadagni senza puntare sempre più in alto e quindi ponendo una sorta di blocco, sia per le piccole imprese che, seguendo la stessa logica, chiuderebbero anche a ulteriori eventuali nuove occupazioni. Come spiegato dal presidente dell’Associazione.

Andrea Ferrari, aumentare da 30 a 100 mila euro la soglia di fatturato per poter aderire al regime agevolato, sia nel mondo imprenditoriali quanto delle libere professioni, potrebbe disincentivare la crescita professionale premiando chi, da solo, produce poco, e disincentivando la costituzione di studi associati che non godrebbero di grandi vantaggi fiscale.

Altro dubbio circa la validità della flat tax deriva dal fatto che per la sua istituzione, stando a quanto riportano le ultime notizie, verrebbero tagliate due importanti agevolazioni alle imprese, abrogazione dell'Imposta sul Reddito Imprenditoriale (Iri), che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2019, e che interesserà 1,2 milioni di ditte individuali e 800 mila società di persone; e cancellazione della l'Aiuto alla Crescita Economica (Ace), incentivo destinato alle Pmi per permettergli di finanziarsi con risorse proprie. Secondo i commercialisti, eliminare l'Ace significa aumentare la pressione fiscale per 1,2 milioni di imprese. Il risultato di questi due nuovi tagli in vista è che dal prossimo anno 1,2 milioni circa di aziende si ritroverebbero a pagare più tasse.

L’effetto dell’entrata in vigore della flat tax potrebbe, dunque, rivelarsi peggiorativo per alcuni, considerando che, secondo le stime, la pressione fiscale si abbasserebbe solo per l'1% dei contribuenti, parte delle partite Iva».