Computer portatili e netbook per lavoro e in ufficio: leggi attuali per la salute sono valide?

La legislazione italiana sulla salute relativamente all'uso dei notebook risale a qualche anno fa. Va aggiornata?

 

Che l’uso prolungato di un computer possa portare a conseguenze pericolose per la salute dell’organismo umano è cosa nota. Da più parti si sono levate voci a segnalare i rischi legati all’utilizzo di tastiere e schermi.

Enzo Di Frenna, giornalista e presidente di Netdipendenza onlus, ha dedicato un intero libro al cosiddetto tecno-stress, ovvero allo stress indotto dalle nuove tecnologie. Maurizio Cotrufo, direttore del Dipartimento di Scienze cardiotoraciche e respiratorie dell’Azienda ospedaliera Monaldi di Napoli, ha studiato la correlazione tra il tecno-stress e i disturbi cardiocircolatori. Alcuni studi hanno evidenziato che il computer è una delle cause principali dell’eccessiva sedentarietà, che a sua volta può generare fattori di rischio per patologie quali le trombosi e il diabete. Un’azienda ha addirittura progettato un walkstation che permette di camminare e muoversi durante il lavoro. E c’è chi ogni anno propone lo Shutdown Day, la giornata mondiale dello spegnimento di computer e device elettronici, proprio per sensibilizzare a un uso salutare delle nuove tecnologie.

Se fino a pochi anni fa il lavoro al computer era sostanzialmente legato a una postazione desktop all’interno di un ufficio, con l’avvento dei notebook e ora dei netbook sempre più lavoratori svolgono le proprie mansioni in mobilità. E i nuovi portatili sono sempre più piccoli in dimensioni e più performanti nelle prestazioni. I legislatori che si occupano di sicurezza e tutela della salute sul lavoro sono quindi costretti a rivedere la stessa nozione di luogo di lavoro e a chiedersi se le attuali norme siano sufficienti a salvaguardare il benessere di nuove figure professionali e di nuove modalità organizzative.

In Italia, il Decreto Legislativo 81/2008 esclude che le norme relative all’utilizzo di videoterminali siano applicate ai computer portatili, anche se l’Allegato XXXIV stabilisce che l’impiego prolungato dei notebook (e a maggior ragione dei netbook) deve essere organizzato secondo criteri ergonomici e che i lavoratori debbano essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione ai rischi per la vista e per l’apparato muscolo-scheletrico. Il datore di lavoro deve inoltre formare e informare i dipendenti sui rischi, fornire eventuali dispositivi di supporto e concedere pause di 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro al terminale. Ma forse, ora, le norme andrebbero aggiornate all’evoluzione tecnologica e alle nuove modalità di lavoro.

Autore: Andrea Galassi

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