Intercettazioni telefoniche: 1 italiano su 10 in liste Genchi con schede anagrafiche all'acquisto.

Genchi indagato per violazione di privacy e abuso d'ufficio. I dati di milioni di italiani ottenuti e gestiti in maniera poco limpida.

 

Giacchino Genchi, il noto consulente che da anni lavora per diverse procure nell’ambito di indagini relative a episodi di criminalità organizzata, illeciti nella pubblica amministrazione, omicidi e sequestri di persona, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma, in relazione al presunto archivio di tabulati telefonici da lui raccolto. All’ex consulente del pubblico ministero Luigi De Magistris sono contestati i reati di violazione della privacy e abuso d’ufficio.

Secondo gli inquirenti, tra il 2004 e il 2008 Genchi avrebbe richiesto 5 milioni e mezzo di intestazioni anagrafiche, ovvero le schede compilate da chi possiede un telefono fisso e mobile, nelle quali sono indicati i dati personali del proprietario, la residenza, la professione, il codice fiscale. In pratica, nelle liste di Genchi sarebbe finito un italiano su 10. A comunicare le cifre sono stati i responsabili delle società telefoniche e ora i numeri sono al vaglio del COPASIR, il comitato parlamentare di controllo. Secondo le informazioni ottenute dai carabinieri del ROS, inoltre, il consulente sarebbe entrato in possesso anche delle password di accesso alle banche dati dei gestori e si sarebbe servito di chiavi non autorizzate.

Il COPASIR sta valutando le modalità di archiviazione e conservazione dei dati ottenuti da Genchi, che ha sempre ribadito di aver lavorato nel rispetto delle norme giuridiche. Si sospetta che il consulente abbia conservato le informazioni oltre i limiti di tempo stabiliti per legge e che non abbia sempre ottenuto l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria. In pratica, si ipotizza che, una volta venuto in possesso delle informazioni riservate, Genchi le abbia utilizzate più volte in indagini diverse, senza richiedere ogni volta il decreto di autorizzazione necessario. Tra i milioni di dati finiti nelle liste di Genchi ci sarebbero anche quelli di uomini politici, di uomini della Direzione Nazionale Antimafia, di magistrati, di amministrazioni comunali.

Autore: Pierluigi Emmulo

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